U’ Morzeddhu, lo spuntino delle undici
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- Scritto da Debora Belmonte
I fine settimana di primavera ci portano a viaggiare tra le bellezze italiane e se dopo una bella camminata ci viene un po' di fame, ma non si vogliono spendere troppi soldi, il cibo più indicato è quello da strada.
Oggi andremo a esplorare una golosità culinaria calabrese, U' Morzeddhu, considerato un vero e proprio simbolo della città di Catanzaro che tra il 1800 e il 1970 era considerato lo spuntino delle 11 di manovali e operai perché era considerato un piatto economico ma sostanzioso.
I suoi ingredienti sono il cuore di vitello, i polmoni, la milza, il fegato, lo stomaco, la trippa, l'intestino (non sempre usato), concentrato di pomodoro, peperoni piccanti, sale, origano, e alloro tutto servito nel piatto o, come vuole la tradizione, nella pitta detta "a ruota di carro".
Storia
La nascita di questo piatto è legata a una vecchia leggenda catanzarese, secondo la quale una donna che lavorava come serva in una famiglia benestante, aveva enormi difficoltà nel far quadrare i conti legati al bilancio domestico. Un giorno per cercare di risolvere questi problemi, ideò un piatto a base di carne che potesse essere conservato a lungo e che permettesse di usare tutte le interiora del vitello che di solito venivano scartate dal cuoco ufficiale della famiglia presso cui lavorava.
Dopo tante prove, aveva ideato il morzello e gli dette questo nome perché era tagliato in piccoli pezzi che in dialetto catanzarese si dice "morzha morzha".
Valori nutrizionali
U' Morzeddhu ha un apporto calorico di circa 400 Kcal per 100 gr mentre se lo si accompagna alla pitta la stima sale a circa 650 Kcal.
Ricetta
Ingredienti per 2 persone: 500 gr. di trippa, 50 gr. di grasso di cotica, 1 litro di conserva di pomodoro, 3 peperoncini molto piccanti, 3 foglie di alloro, sale, 4 cucchiai di olio di oliva e origano.
Preparazione: fare bollire la trippa in acqua salata. Una volta bollito il tutto, lasciare sgocciolare, asciugare per bene, e dopo tagliare la trippa a listarelle abbastanza sottili. Dopo questo passaggio spezzetare anche circa una sessantina di grammi di grasso "solo la parte bianca". Versare il tutto in una pentola insieme a 3 - 4 cucchiai d'olio e dorare appena.
Spezzetare i peperoncini levando via i semi, e gettateli nel sugo insieme all'alloro e a un pizzico di origano e di sale quanto basta. Girare per bene e coprire. Continuate a girare ad intervalli di 10 - 15 minuti per circa un'ora. Infine preparare la pitta a pezzi di circa 15 - 20 centimetri e non appena il sugo sopra si è addensato stenderlo sopra ai pezzi di pitta e servire.
Oggi andremo a esplorare una golosità culinaria calabrese, U' Morzeddhu, considerato un vero e proprio simbolo della città di Catanzaro che tra il 1800 e il 1970 era considerato lo spuntino delle 11 di manovali e operai perché era considerato un piatto economico ma sostanzioso.
I suoi ingredienti sono il cuore di vitello, i polmoni, la milza, il fegato, lo stomaco, la trippa, l'intestino (non sempre usato), concentrato di pomodoro, peperoni piccanti, sale, origano, e alloro tutto servito nel piatto o, come vuole la tradizione, nella pitta detta "a ruota di carro".
Storia
La nascita di questo piatto è legata a una vecchia leggenda catanzarese, secondo la quale una donna che lavorava come serva in una famiglia benestante, aveva enormi difficoltà nel far quadrare i conti legati al bilancio domestico. Un giorno per cercare di risolvere questi problemi, ideò un piatto a base di carne che potesse essere conservato a lungo e che permettesse di usare tutte le interiora del vitello che di solito venivano scartate dal cuoco ufficiale della famiglia presso cui lavorava.
Dopo tante prove, aveva ideato il morzello e gli dette questo nome perché era tagliato in piccoli pezzi che in dialetto catanzarese si dice "morzha morzha".
Valori nutrizionali
U' Morzeddhu ha un apporto calorico di circa 400 Kcal per 100 gr mentre se lo si accompagna alla pitta la stima sale a circa 650 Kcal.
Ricetta
Ingredienti per 2 persone: 500 gr. di trippa, 50 gr. di grasso di cotica, 1 litro di conserva di pomodoro, 3 peperoncini molto piccanti, 3 foglie di alloro, sale, 4 cucchiai di olio di oliva e origano.
Preparazione: fare bollire la trippa in acqua salata. Una volta bollito il tutto, lasciare sgocciolare, asciugare per bene, e dopo tagliare la trippa a listarelle abbastanza sottili. Dopo questo passaggio spezzetare anche circa una sessantina di grammi di grasso "solo la parte bianca". Versare il tutto in una pentola insieme a 3 - 4 cucchiai d'olio e dorare appena.
Spezzetare i peperoncini levando via i semi, e gettateli nel sugo insieme all'alloro e a un pizzico di origano e di sale quanto basta. Girare per bene e coprire. Continuate a girare ad intervalli di 10 - 15 minuti per circa un'ora. Infine preparare la pitta a pezzi di circa 15 - 20 centimetri e non appena il sugo sopra si è addensato stenderlo sopra ai pezzi di pitta e servire.
