L'antica ricetta del Maccu
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- Scritto da Debora Belmonte
La fava
Un legume dalle mille usanze. Prima collegato ai defunti e, solo in un momento successivo, come alimento. Torna sulle tavole primaverili, ma con alcune precauzioni.
Ortaggio che fa parte della famiglia delle "Leguminose". Già conosciuto nell'età del bronzo come alimento commestibile, ma con una "cattiva nomea".
Nell'antica penisola ellenica c'era la credenza che Cerere avesse donato alla città di Arcadia i semi di tutti i legumi tranne quelli della fava a cui era legata la leggenda di "ospitare le anime dei defunti". Credenza portata avanti anche da Pitagora.
Nell'antica Roma venivano consumate secondo le ricette di Apicio che le cucinava insieme a uova, miele e pepe, prima di mescolarle a erbe e salse. Infine, durante le feste dedicate alla dea Flora, (protettrice della natura che germoglia), i romani le gettavano sulla folla come auspicio di buon augurio. Ma dopo i festeggiamenti questo legume non veniva più usato perché ritenuto impuro in quanto utilizzato per riti religiosi. Un'usanza simile a quella dei greci.
Varietà di fave
La Fava Cavallina, la Favetta che vengono coltivate come piante destinate al bestiame. Infine la Vicia Faba Maior, la più nota, dai baccelli grandi e lunghi destinata all'alimentazione umana. Può essere reperibile sia fresca che secca. Quelle fresche si possono consumare anche crude con accompagnamento di affettati e formaggi (la "fava con il pecorino", famoso accostamento romano). Quelle secche, private della pelle e con un preventivo ammollo, possono essere bollite e fatte diventare un purè da accompagnare a verdure amarognole.
È uno dei legumi a più basso contenuto calorico, ma con un alto valore nutritivo. Fornisce proteine, fibre, vitamine (A, B, C, E, K, PP) e sali minerali per la loro azione di drenaggio dell'apparato urinario. L'unica particolarità negativa di questo legume è che a causa di alcuni composti come la vicina e l'isouramile, non può essere mangiato da chi soffre di favismo. In Italia le regioni più colpite sono la Sicilia e la Sardegna.
[yellowbox]Ingredienti:
Fave larghe secche private della buccia, Cicoria, Finocchio selvatico, Pomodoro, Olio extra-vergine d'oliva, Sale, Pepe nero.
Procedimento: Mettere in tegame le fave secche già sgusciate aggiungendo un poco d'acqua, cicoria o finocchietto selvatico e pomodoro.
Man mano che l'acqua si asciuga, aggiungerne altra lievemente riscaldata.
Passati venti minuti, le fave cotte assumono l'aspetto di una purea. Aggiungete olio extravergine d'oliva.
La pietanza così ottenuta si può usare o come zuppa, da mangiare preferibilmente con pane malfermo o come condimento per la pasta o per il riso.[/yellowbox]
[bluebox]CURIOSITA': I Edizione della "Sagra della Fava e Mercato delle Piante Fiorite" a Licola Pozzuoli (NA) dal 29 aprile al 1 maggio 2011 ad ingresso gratuito.
Per maggiori informazioni http://www.istitutofalcone.eu/ [/bluebox]
