Tempo Libero

Categoria: La Tv o il Web?
Pubblicato Martedì, 22 Gennaio 2013

Al via Wild, a caccia dell'Italia selvaggia

Su Italia1 torna il programma condotto da Fiammetta Cicogna

Redazione Dubidoo martedì 22 gennaio 2013
Al via la nuova stagione del programma "mozzafiato" della tv: "Wild-Oltrenatura". Dieci nuovi appuntamenti guidati, ancora una volta, da Fiammetta Cicogna, in prima serata su Italia1 da oggi. 2.500, i chilometri per l'Italia selvaggia. Fiammetta Cicogna inizia il suo viaggio dal Parco della Val Grande fino agli angoli più inviolati e impervi del nostro Paese. La spedizione si sposta da nord a sud, tra parchi nazionali e aree protette. Si parte dal Piemonte e si giunge sino alla Riserva dello Zingaro in Sicilia.

3 serie di documentari-evento in esclusiva per l'Italia:

·         "Frank of the Jungle" (produzione Mediaset Spagna): il celebre erpetologo spagnolo Frank Cuesta avvicina con una buona dose di ironia il mondo di rettili e anfibi.

·         "I Gator Boys" (produzione ITV Studios): cosa fare se spunta in giardino un coccodrillo? Chiamare gli acchiappa-alligatori Paul Bedard e Jimmy Riffle, ogni giorno alle prese con la cattura a mani nude di piccoli e grandi rettili che invadono le abitazioni della Florida.

·         "Deadly 60" Serie 3 (produzione Bbc Worldwide): l'"eroe" è il documentarista d'azione Steve Backshall. Dal Sud Africa al Nepal, la sua missione è scovare i 60 animali più letali del pianeta. In questa puntata, si trova in Venezuela per analizzare la scolopendra (enorme e pericoloso centopiedi) e in Messico per avvicinare un serpente ghiotto di pipistrelli.

In questo primo appuntamento, Fiammetta Cicogna intervista l'alpinista italiano e scalatore estremo Hervè Barmasse.

Come lui, in ogni puntata, alcuni dilettanti coraggiosi racconteranno le loro imprese "quasi impossibili": filmati autoprodotti, di sport anche estremi – dalla freeclimber che pratica yoga in parete all'ultracycler, fuoriclasse delle due ruote – fanno rivivere queste avventure ad alto tasso di adrenalina.

Infine, provenienti da tutto il mondo, nuovi wild file: video sconvolgenti di incidenti, ricostruzioni spettacolari e immagini inedite che ritraggono l'anima più nascosta della natura.

"Wild-Oltrenatura" è un programma scritto da Barbara Ancillotti, Elisabetta Cianci, Carolina Guidotti, Davide Romagnoni. Il produttore esecutivo Mediaset è Anna Fabris. La regia è affidata a Paolo Borraccetti.

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Categoria: Mistero
Pubblicato Martedì, 15 Gennaio 2013

Mangia occhi, unghie e denti: l'Ahuizotl

Vive nelle caverne subacquee del Sud America

Francesco Paolo Salviani mercoledì 16 gennaio 2013
el ahustiHa il corpo di cane, tre mani che afferrano, prendono e stritolano tutto. Una di queste si trova alla fine di una lunga coda. Ha orecchie a punta, pelo nero e scivoloso. Le mani assomigliano a quelle delle scimmie e dei procioni. E' l'Ahuizotl, un demone della mitologia azteca, una delle più grandi civiltà precolombiane scomparse dopo la conquista dei guerrieri conquistadores spagnoli. E' classificato come criptide, un animale di cui non si hanno prove scientifiche della sua esistenza ma solamente avvistamenti e leggende.

Adora la carne umana, soprattutto gli occhi, i denti e le unghie. Vive lungo i fiumi e nelle caverne sott'acqua. Per catturare le prede piange esattamente come un bambino. Le vittime, incuriosite e preoccupate, si avvicinano e cadono nella sua trappola. Una volta imprigionate le uccide e toglie loro occhi denti e unghie. I loro cadaveri sono sacri e possono essere toccati solo dai sacerdoti. La leggenda infatti dice che chi viene ucciso da questi mostri raggiunge direttamente il paradiso.

Nella cultura popolare come ogni animale misterioso che si rispetti è presente in numerosi film, videogiochi e leggende. E' nel gioco di ruolo  Dungeons & Dragons nell'edizione dell'aprile del 2003, nel videogioco per Xbox 360 Culdcept Saga e anche tra i Pokemon, col nome di Ampibom.

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Categoria: Mistero
Pubblicato Lunedì, 14 Gennaio 2013

Piemonte, gli alieni nel bosco di Maometto

Antiche rocce fanno pensare ad alieni preistorici

Redazione Dubidoo lunedì 14 gennaio 2013
Nella Val di Susa in Piemonte, in una isolata radura che si apre all'improvviso all'interno di un fitto bosco, si apre il Bosco di Maometto, luogo sacro nei pressi di una parete di rocce in cui tante cavità custodiscono chiari segni di passaggi e stanziamenti umani.

Sono state innumerevoli le ipotesi avanzate sul luogo, la prima, quella più attendibile, è quella che lo vede come area sacra in cui venivano compiute cerimonie legate al ciclo delle stagioni.  Tutta la zona infatti è costellata da costruzioni a secco di forma irregolare e cavità in cui senz'altro hanno vissuto ed alloggiato i nostri antenati. Il luogo è stato datato all'inizio dell'età del Ferro (2000 avanti Cristo) periodo in cui l'area era già considerata sacra; tradizione e credenze protrattasi fino ad oggi con l'evoluzione in leggende ancora in essere della presenza di "masche" (streghe) nel bosco.

Il manufatto più misterioso sono i grossi massi scolpiti a "cerchio" chiamati "macine", forse incompiute  perchè ancora facenti parte della roccia. Sono state definite "Are Solari" riconducibili alle tradizioni dell'antica città di Rama, presente nelle culture celtiche. Tutta l'area in ogni caso è delimitata da muretti e costruzioni in pietra a secco  ed è ben protetta da visitatori occasionali. Sul lato destro della radura,  su di una parete di roccia,  (probabilmente un masso franato  in tempi remoti) appare la figura antropomorfa del "Maometto".  Alto 80 centimetri, si trova all'interno di un "tempietto" scolpito a circa 4 metri dal terreno. Purtroppo le incurie del tempo e delle persone hanno reso il bassorilievo appena distinguibile e le scritte annesse del tutto illeggibili.

E' stata avanzata da poco la teoria legata all'arrivo nella preistoria di visitatori extraterrestri. Molti sono gli elementi che potrebbero portare a questa sconcertante ipotesi, prima tra tutti la disposizione delle coppelle che sembrerebbero formare la costellazione di Cassiopea. La coppella era un piccolo vano scavato nella pietra che, a scopo cultuale, doveva ospitare olii che bruciavano creando delle luci particolari utilizzate per i rituali.
Il fatto che esse qui siano state create verticalmente è elemento in effetti inusuale (venivano sempre scolpite orizzontalmente).

Le macine sono inoltre un secondo elemento estremamente curioso, non le sole, ce ne sono diverse nei dintorni, tutte identiche perchè incomplete, mai estratte dalla roccia. In una grotta poco distante ce ne sono alcune addirittura scolpite sul soffitto, perchè tanta fatica? L'unica spiegazione è il fatto che dovessero avere finalità divinatorie, forse a "riproduzione" di qualcosa di anomalo che avevano visto migliaia di anni fa.
La stessa figura del "Maometto" è un uomo con le braccia alzate forse un omaggio ai visitatori, o forse la riproduzione di questi esseri extraterrestri che tante testimonianze hanno lasciato nel mondo.

Questi e altri misteri di questo affascinante luogo alla pagina http://www.luoghimisteriosi.it/piemonte/maometto.html

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Categoria: Cucina
Pubblicato Lunedì, 24 Dicembre 2012

Il Pampepato: Natale con le spezie

Scritto da Debora Belmonte

Tipico della provincia di Terni, Ferrara e della Ciociaria

Debora Belmonte lunedì 24 dicembre 2012
Il Natale è alle porte e sulle nostre tavole non possono mancare moltitudini di dolci che fanno felici la pancia. E uno dei dolci natalizi più conosciuti, oltre ai classici panettoni e pandori: è il pampepato o panpepato. È un dolce di forma circolare ed è composto, secondo tradizione, da ingredienti come le mandorle, le nocciole, i pinoli, il pepe, la cannella, la noce moscata, l'arancia il cedro candito e l'uva passa, il tutto amalgamato con o senza cacao, cioccolato, caffè, liquore, miele, farina e mosto cotto d'uva e, infine, cotto al forno. Questo dolce natalizio è preparato in ogni famiglia con ricette che differenti l'una dall'altra.
Sebbene oggi è un prodotto in maggior misura artigianale, in alcune zone perdura la preparazione casalinga e il tradizionale scambio del dolce accompagnato da un rametto di vischio. Ora conosciamolo meglio e portiamolo in tavola.

Storia

L'origine del nome è da ricercarsi nella doppia interpretazione "Pan del Papato" o "Pane pepato".
Nel primo caso si faceva riferimento alla "nobiltà" dell'alimento, destinato agli alti prelati del tempo, ma quando il cacao fu considerato afrodisiaco il nome del dolce venne privato di ogni riferimento ecclesiale.
Nel secondo caso si può interpretare come pane speziato. Entrambe le versioni del nome sono comunque attendibili, legate alle sue origini o ai suoi ingredienti.
In base al luogo dove viene preparato, il Pampepato ha una sua storia.
Il "Pampepato Ternano" viene preparato da circa cinque secoli. È molto probabile che la provenienza sia da ricercarsi nel lontano Oriente, portato dalle carovane che trasportavano spezie, intorno alla metà del 1500. Solo in un momento successivo la tradizione italica ha unito i sapori locali come le noci, gli agrumi e l'ingrediente "segreto" cioè il mosto cotto denominato anche "sapa" o "saba" nell'epoca romana. E' molto difficile da trovare, ma a Terni lo imbottigliano apposta per la preparazione del pampepato. Le prime tracce della ricetta scritta risalgono intorno al 1800. E' un dolce della tradizione contadina, tipico delle feste perché il costo degli ingredienti, specie le spezie, era molto alto.
Le origini del "Pampapato di Ferrara" si ricollegano, invece, alla tradizione di preparare i cosiddetti "pani arricchiti" durante le festività natalizie.
La ricetta nacque nei conventi di clausura del Ferrarese, attorno al XV secolo, quando lo Stato della Chiesa aveva forte influenza sul territorio. Ma presto divenne anche un dolce consumato dalla corte ducale degli Estensi. La forma del dolce ricorda senza dubbio la forma della papalina (o zucchetto).

Valori nutrizionali

Il Pampepato ha un apporto calorico di circa 400 Kcal per ogni 100 gr.

Ricetta

Ingredienti: 3 kg di noci, 2 kg di nocciole, 1 kg di mandorle dolci, 300 grammi di cioccolato fondente, 800 grammi di uvetta, 2 bucce arance (senza il bianco), 2 litri di vino bianco, 1 kg di zucchero, 2 kg di miele, 2 kg di farina, 30 grammi di pepe nero e cannella a piacere.

Preparazione: Tostare in forno la frutta secca in modo che si possa staccare la pellicina con facilità.
Far bollire le bucce di arancio e lo zucchero nel vino in modo tale che le bucce diventino simili a dei canditi.
Mettere il cioccolato fondente a bagnomaria e farlo sciogliere. Far sciogliere il miele a bagnomaria.
Versare la frutta secca senza pelle, il vino bollito, le bucce d'arancio tagliate a pezzettini, l'uvetta, la cannella, il cioccolato fondente sciolto e il pepe in una ciotola e iniziare a mescolare con le mani.
Aggiungere il miele e la farina man mano che si mescola in modo da formare un impasto compatto ed omogeneo. Lasciar riposare l'impasto tutta la notte coperto da un panno.
La mattina successiva accendere il forno a 180°. Riprendere l'impasto, lavorarlo velocemente e formare delle cupoline di media grandezza.
Versare poca farina a pioggia sulle teglie coperte di carta forno e adagiare le cupole quindi cuocere in forno bassissimo, massimo 100°, per almeno 1 ora. Sono pronti quando risultano dorati e compatti. Infine portare in tavola e Buon Natale.

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Categoria: Letture
Pubblicato Venerdì, 14 Dicembre 2012

L'aquila sola trovò un'amica: la civetta

C'è avventura, fiducia e amicizia: libro da non perdere

Redazione Dubidoo venerdì 14 dicembre 2012
Una giovane aquila, timida e goffa, incompresa dai genitori e derisa dai suoi simili. I suoi tentativi di volare falliscono ripetutamente, fino al giorno in cui si troverà persa, sola e lontana dal suo nido. Quella di Raffi, l'aquila bianca, è una storia fantastica che è capace di aprire i cuori e insegnare a volare ai bambini di ogni età. Nel suo momento di solitudine ci sarà però un incontro speciale, quello con Chouka, la vecchia e saggia civetta, che cambierà per sempre la sua vita e il suo destino. Grazie alla sua nuova amica vivrà importanti avventure, scoprirà la fiducia in se stessa e conoscerà il valore dell'amicizia. Le sue ali si apriranno alla vita, in un volo che appassionerà tutti i giovani lettori. La storia di Raffi è stata raccontata in un libro nato grazie a Claudia Rainville, biologa e scrittrice canadese di fama internazionale, e di Riccardo Geminiani, scrittore per bambini, arricchito dalle illustrazioni di Stefania Scalone, nasce un racconto educativo intriso di magia e suggestioni.

Leggi l'inizio...

Alzate lo sguardo per un istante e osservate quella montagna che si perde tra le nuvole. Guardate nel suo lato più a oriente quelle rocce taglienti che ricordano denti di squalo, chi ha buona vista o un cannocchiale, vi può scorgere poco sopra una piccola macchia scura. In realtà si tratta di un nido. Al suo interno c'è un uovo. E dentro all'uovo, ma questo è impossibile vederlo, c'è un becco ricurvo che bussa. E' impaziente. Bussa e ribussa contro il guscio. Prova a ritagliarsi una fessura. Qualche minuto e vi riesce. Il proprietario di quel becco affonda un ultimo colpo al guscio e vi infila la sua piccola testa. Una luce lo accoglie. In una montagna simile, in un nido simile e in un uovo simile ebbe inizio la storia di Raffi. Da secoli la sua leggenda si tramanda tra gli uccelli delle montagne.

Guarda un'anteprima del libro
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__raffi-l-aquila-bianca-libro.php

Riccardo Geminiani. Giornalista riminese e scrittore per bambini. Ha vinto diversi premi di letteratura per l'infanzia e scritto libri per bambini (tra questi "Teresa è nervosa" edizioni San Paolo, "Nuvolando" edizioni Arka , quest'ultimo ha ispirato uno spettacolo teatrale che ha debuttato in Spagna) tradotti anche all'estero (Spagna, Messico, Germania, Francia, Giappone, Corea). Collabora con "Popotus" l'inserto per bambini dell'Avvenire. Conduce laboratori di scrittura creativa nelle scuole.

Claudia Rainville, medico allopatico, è creatrice della Metamedicina, un metodo terapeutico che ha già aiutato molte persone nel mondo. Tra i suoi libri ricordiamo: Il grande dizionario della Metamedicina (Sperling&Kupfer), Guarire la propria anima con la Metamedicina (Dvd – MacroVideo).

Claudia Rainville - Riccardo Geminiani
Raffi, l'aquila bianca
Macro Junior – collana "Grandi autori per piccoli lettori"
Numero di pagine 64 – prezzo: euro 4,80
Illustrazioni a colori di Stefania Scalone







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Categoria: Mistero
Pubblicato Venerdì, 14 Dicembre 2012

Il grande fratello, strategie del dominio

I "misteriosi controllori" nel libro di Gianni Lannes

Redazione Dubidoo venerdì 14 dicembre 2012
Un grande occhio che tutto sorveglia e che controlla il Paese e il mondo. Di questo parla il libro del giornalista Gianni Lannes, "Il grande fratello, strategie del dominio" di Draco edizioni. Tra le sue pagine, si affronta del ruolo di Echelon a di quella che, secondo l'autore, è una democrazia totalitaria a governare l'Italia, ma anche il diluvio di armi chimiche e nucleari inabissate nei mari, il fenomeno delle "anomale formazioni nuvolose, rilasciate quotidianamente da aerei militari sui cieli dell'Italia". Gli esiti di queste sue indagini hanno convinto Lannes che la realtà supera la fantasia.

" Ridere senza pensare: è l'imperativo categorico. Ci vogliono come tifosi lobotomizzati, mentre ingiustizia, corruzione e mafie statali imperversano. Al popolo italiano vengono tenute nascoste verità inconfessabili. Siamo in missione per conto della storia: non lasceremo questa tremenda eredità alle future generazioni. E se non ora quando? È giunto il momento di liberarci dalle catene", dice l'autore.

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