Tempo Libero

Categoria: Cucina
Pubblicato Venerdì, 08 Febbraio 2013

Non c'è Carnevale senza Castagnole

Scritto da Debora Belmonte

Sono dolci tipici originari del Centro Italia

Debora Belmonte venerdì 8 febbraio 2013
Il Carnevale è iniziato già dal giorno dopo l'Epifania e finirà il martedì grasso che quest'anno sarà il 12 febbraio. Non abbiamo fatto in tempo a digerire il panettone che sulle nostre tavole sono subito arrivate frappe e castagnole, dolci tipici del Carnevale che piacciono tanto a grandi e piccini.
Oggi conosceremo meglio le castagnole, piccoli dolci fritti originari del Centro Italia, in particolare della Romagna, della Liguria, del Lazio e delle Marche.

Curiosità

Questi piccoli e deliziosi dolcetti sono conosciuti in tutta Italia anche se con altri nomi, come Zeppole a Napoli e in Puglia e Tortelli a Milano.
Le castagnole prendono il loro nome dalla loro forma che ricorda un po' le castagne.
Si presentano come piccole sfere di pasta fritte o al forno e cosparse di zucchero a velo.
A volte si possono trovare anche ripiene di crema, di cioccolata o di marmellata.

Valori nutrizionali

Le castagnole fritte hanno un apporto calorico di circa 150 Kcal per una castagnola da 30g.
L'unico modo per renderle più leggere è cucinarle al forno le quali avranno la metà circa dell'apporto calorico di quelle fritte.

Ricetta

Ingredienti: 600 g. di farina, 200 g. di zucchero, 150 g. di burro, 4 uova, 1 bustina di lievito, una tazzina di rum o liquore all'anice se piace più dolce, zucchero a velo q.b. e olio extravergine d'oliva q.b..

Preparazione: Fare sciogliere il burro sul fuoco a fiamma molto bassa e facendo attenzione a non farlo bruciare.
In una ciotola, unire le uova con lo zucchero. Aggiungere il rum o il liquore all'anice e il burro fuso, che avrete fatto raffreddare, e continuando a girare con un cucchiaio di legno, unire la farina setacciata e il lievito.
Versare l'impasto ottenuto su una spianatoia di legno e lavorarlo con le mani.
Formare dei cilindri, tagliarli a pezzetti e arrotolare ogni pezzetto tra le mani per formare la pallina.
Le palline non devono essere né troppo grandi né troppo piccole.
Prendere un pentolino con i bordi alti, fare scaldare l'olio e friggere le castagnole poche per volta. Toglierle dal fuoco quando si sono ingrandite e dorate e metterle poi ad asciugare sulla carta assorbente.
Adagiare le castagnole in un vassoio da portata e spolverizzarle con lo zucchero a velo.

Non resta che augurarvi un buon Carnevale e buon appetito.

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Categoria: Letture
Pubblicato Mercoledì, 06 Febbraio 2013

Scoprire l'arte del camminare con Rumiz

"A piedi" per ritrovare l'armonia e scacciare l'ansia

Gabriella Falcone mercoledì 6 febbraio 2013
Sull'onda di qualche giornata col cielo terso, ritorna subito la voglia di primavera e di riavvicinarsi alla natura. Chi desidera farlo attraverso la classica passeggiata rigenerante non può perdersi l'ultimo romanzo di Paolo Rumiz.

Il testo
A piedi rappresenta una guida discreta e affascinante per andare alla scoperta di territori semi-inesplorati, magari da soli, con una cara vecchia cartina pieghevole e un po' di sana curiosità di conoscere persone e luoghi diversi dal solito. Come fece il protagonista in un mattino di settembre, in cui – senza pensarci troppo su – si diresse verso la punta meridionale dell'Istria, terra natale dell'autore. Sette giorni d'intenso cammino, da Trieste a Capo Promontore, che attraversano paesaggi, frontiere, culture, storia.

Ma che, soprattutto, ci ricordano quanto sia importante scoprire (o ri-scoprire) l'arte del camminare, del viaggio sostenibile, ottimo rimedio per ritrovare l'armonia e guarire dall'ansia quotidiana. E, come per magia, «il quinto giorno vi renderete conto con stupore di aver imparato a camminare. Lo capite dal rispetto con cui vi guarda la gente. Siete eretti, nobili, irradiate calma e soddisfazione».

L'autore
Autore di libri, giornalista per "La Repubblica" nonché viaggiatore d'eccezione, Paolo Rumiz è da tempo protagonista e narratore di viaggi "sostenibili", a piedi o in bicicletta, sempre alla scoperta di percorsi inediti nella nostra Penisola e non solo.

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Categoria: Cucina
Pubblicato Lunedì, 28 Gennaio 2013

La salsa calda del Piemonte

Scritto da Debora Belmonte

La bagna cauda, piatto tipico per gli inverni più freddi

Debora Belmonte lunedì 28 gennaio 2013
Per riscaldarci in queste sere di freddo quello che più ci aiuta sono le calde ricette della nonna, ma oggi conosceremo meglio uno dei piatti tradizionali più conosciuto anche nel mondo: la bagna cauda, che in piemontese vuol dire alla lettera "salsa calda".
È un piatto originario dell'Astigiano, delle Langhe, del Roero, del Monferrato e delle province di Cuneo, Torino, Alessandria e Asti.

È una ricetta a base di aglio, olio extravergine di oliva e aggiughe dissalate e si consuma inzuppandovi vari tipi di verdure di stagione come cipolle cotte, cardi, peperoni crudi o cotti, foglie di cavolo crude, topinambur, barbabietole, patate cotte a vapore e tante altre.

In origine si usavano in modo speciale i cardi gobbi di Nizza Monferrato, i topinambur e i peperoni conservati nella raspa (quello che rimaneva del processo di vinificazione del grappolo d'uva) e infine veniva consumata tutti insieme da un solo contenitore che veniva chiamato "peila" posto al centro del tavolo. Oggi questa tradizione è andata scomparendo e vengono utilizzati appositi contenitori in terracotta chiamati "fojot" dove viene messo sotto un fornello che serve a tenere calda la salsa.

Ora andiamo a curiosare meglio.

Storia

Per tradizione è un piatto tipico della vendemmia, che quindi va consumata in prevalenza nel periodo autunnale e invernale. Una delle leggende narra che venisse preparato per togliere ai vendemmiatori l'odore dolce, quasi nauseante, dell'uva pigiata.

La nascita di questa ricetta si attribuisce al basso Piemonte perché, nei secoli precedenti, era molto facile trovare in questa zona l'ingrediente principale della bagna cauda: le acciughe.

La leggenda vuole che il commercio delle acciughe salate fosse un modo per esercitare il commercio del sale evitando di pagarne le elevate tasse. In realtà in tutto il Piemonte, nei tempi antichi, la gabella del sale era una tassa obbligatoria e non legata al consumo e questo rendeva le acciughe sotto sale molto più costose.

Molti, inoltre, sostengono che la vera ricetta della bagna càuda dovrebbe essere prodotta con l'utilizzo dell'olio di noci e non dell'olio di oliva perché le coltivazioni di ulivo sono liguri e non piemontesi. In realtà questa affermazione è errata perchè nel Piemonte meridionale, fino a buona parte del XVIII secolo, esisteva una produzione di olio d'oliva molto documentata, e sufficiente al fabbisogno locale, integrato dal commercio con Nizza e con la Riviera di Ponente della Liguria, aree sottoposte al dominio Sabaudo e secondo la tradizione fornitrici di tali ingredienti fin dai tempi dell'Impero Romano. Quindi è giusto assumere come attinente l'uso dell'olio di oliva nella bagna càuda.

Valori nutrizionali

La bagna cauda ha un apporto calorico di circa 165 Kcal per ogni 100 gr di prodotto.

Ricetta

Ingredienti per 4 persone: 275 g di olio di oliva, 240 g di acciughe sotto sale, 4 teste d'aglio e 3 dl di latte. Verdure da inzuppare: cardi, peperoni, cipollotti freschi, carote, indivia e cavolo.

Preparazione: Sfilettare le acciughe e dissalare i filetti, se sono filetti sott'olio scolare bene l'olio, lavarli e pestarli in poltiglia in un mortaio. Tritare molto fine l'aglio e farlo marinare per un paio d'ore nel latte. Far sciogliere l'olio e il burro in un tegame in terracotta, aggiungere la poltiglia d'acciughe e, a fuoco lento, farla assorbire all'olio e al burro. Unire il trito d'aglio ben sgocciolato dal latte e continuare la cottura, sempre a fuoco lento, per una ventina di minuti mescolando di ogni tanto. Nel mezzo del tavolo mettete un fornello a spirito, oppure una piastra elettrica, mettendo sopra il tegame con la bagna cauda che deve essere ben calda per tutta la durata del pasto.

Sistemare, infine, al centro del tavolo anche la terrina con i pezzi di cardi e di peperoni, cipollotti freschi, carote, indivia, cavolo tagliato fine, e altre verdure a vostro piacimento cotte in precedenza o, a vosto gusto, anche crude. Buon appetito.

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Categoria: Eventi
Pubblicato Mercoledì, 23 Gennaio 2013

Roma celebra la Settimana dalla Memoria

Scritto da Claudia Borgia

Dal 22 al 31 gennaio, la Capitale ricorda gli orrori nazisti

Claudia Borgia mercoledì 23 gennaio 2013
in-darkness05Come ogni anno, il 27 gennaio ricorre il "Giorno della Memoria" della Shoah, cioè delle persecuzioni e dello sterminio nei lager di ebrei, deportati militari e politici, omosessuali e Rom da parte dei nazisti neli anni della seconda guerra mondiale.

Intorno a questa data, quindi, è nata la Settimana della memoria, una serie di eventi organizzati da Roma Capitale, l'ex Comune di Roma, per non dimenticare l'orrore di quel genocidio e per farlo conoscere alle nuove generazioni. I luoghi in cui si divideranno gli eventi, dal 22 al 31 gennaio, sono tre: la Casa della Memoria e della Storia, la Sala Santa Rita, Nuovo Cinema Aquila.

La Casa della Memoria ospita interventi di testimoni, appuntamenti di cinema, teatro, arte, letture collettive, conferenze e presentazioni di libri, mentre il programma mattutino è completamente dedicato ai ragazzi e alle scuole.

La Sala Santa Rita ospita fino al 1 febbraio 2013 la mostra Abbecedario della Memoria dedicata alla memoria del pittore romano Giancarlino, i video su Claudio Pavone, partigiano e storico italiano specializzato proprio sulla Resistenza contro il nazifascismo, e sulla scrittrice ebrea Giacometta Limentani.

Infine il Nuovo Cinema Aquila,nel quartiere popolare del Pigneto, presenta il film In darkness. Il coraggio di un uomo" di Agnieszka Holland, con Robert Wieckiewicz, Benno Fürmann, Agnieszka Grochowska, Maria Schrader, Herbert Knaup. Il film sarà proiettato due volte: la prima il 27 gennaio alle 16, poi il 28 gennaio alle 18 ad ingresso gratuito per gli studenti fino ad esaurimento posti.

In darkness, uscito nel 2011, racconta la storia vera di Leopold Socha, un operaio che viveva a Lvov, in Polonia, durante l'occupazione nazista. Nelle fogne della città, in cui lavora, Leopold incontra un gruppo di ebrei. Inizialmente accetta di nasconderli in cambio di soldi, ma si ritroverà insieme a loro a dover sfuggire alla morte nei 14 mesi successivi... Il film nasce dal libro "In The Sewers of Lvov" di Robert Marshall, del 1991.


Casa della Memoria e della Storia
Via San Francesco di Sales, 5 (Trastevere) 00165 Roma
06.6876543/060608
www.casadellamemoria.culturaroma.it
"Memoria e Storia" la Rivista telematica della Casa della Memoria e della Storia http://casamemoria.worldpress.com 
Tutte le iniziative sono a ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

Sala Santa Rita: via Montanara (adiacenze piazza Campitelli).
Orario di apertura: Mar-Sab ore 11.00-19.00; chiuso domenica e lunedì
INGRESSO LIBERO
Info: 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)
www.salasantarita.culturaroma.it
http://salasantarita.wordpress.com

Nuovo Cinema Aquila | Spazio per Nuove Visioni
Via L'Aquila 68 - 00176 Roma RM - centralino: +39 06 70399408
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Categoria: La Tv o il Web?
Pubblicato Martedì, 22 Gennaio 2013

Al via Wild, a caccia dell'Italia selvaggia

Su Italia1 torna il programma condotto da Fiammetta Cicogna

Redazione Dubidoo martedì 22 gennaio 2013
Al via la nuova stagione del programma "mozzafiato" della tv: "Wild-Oltrenatura". Dieci nuovi appuntamenti guidati, ancora una volta, da Fiammetta Cicogna, in prima serata su Italia1 da oggi. 2.500, i chilometri per l'Italia selvaggia. Fiammetta Cicogna inizia il suo viaggio dal Parco della Val Grande fino agli angoli più inviolati e impervi del nostro Paese. La spedizione si sposta da nord a sud, tra parchi nazionali e aree protette. Si parte dal Piemonte e si giunge sino alla Riserva dello Zingaro in Sicilia.

3 serie di documentari-evento in esclusiva per l'Italia:

·         "Frank of the Jungle" (produzione Mediaset Spagna): il celebre erpetologo spagnolo Frank Cuesta avvicina con una buona dose di ironia il mondo di rettili e anfibi.

·         "I Gator Boys" (produzione ITV Studios): cosa fare se spunta in giardino un coccodrillo? Chiamare gli acchiappa-alligatori Paul Bedard e Jimmy Riffle, ogni giorno alle prese con la cattura a mani nude di piccoli e grandi rettili che invadono le abitazioni della Florida.

·         "Deadly 60" Serie 3 (produzione Bbc Worldwide): l'"eroe" è il documentarista d'azione Steve Backshall. Dal Sud Africa al Nepal, la sua missione è scovare i 60 animali più letali del pianeta. In questa puntata, si trova in Venezuela per analizzare la scolopendra (enorme e pericoloso centopiedi) e in Messico per avvicinare un serpente ghiotto di pipistrelli.

In questo primo appuntamento, Fiammetta Cicogna intervista l'alpinista italiano e scalatore estremo Hervè Barmasse.

Come lui, in ogni puntata, alcuni dilettanti coraggiosi racconteranno le loro imprese "quasi impossibili": filmati autoprodotti, di sport anche estremi – dalla freeclimber che pratica yoga in parete all'ultracycler, fuoriclasse delle due ruote – fanno rivivere queste avventure ad alto tasso di adrenalina.

Infine, provenienti da tutto il mondo, nuovi wild file: video sconvolgenti di incidenti, ricostruzioni spettacolari e immagini inedite che ritraggono l'anima più nascosta della natura.

"Wild-Oltrenatura" è un programma scritto da Barbara Ancillotti, Elisabetta Cianci, Carolina Guidotti, Davide Romagnoni. Il produttore esecutivo Mediaset è Anna Fabris. La regia è affidata a Paolo Borraccetti.

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Categoria: Mistero
Pubblicato Martedì, 15 Gennaio 2013

Mangia occhi, unghie e denti: l'Ahuizotl

Vive nelle caverne subacquee del Sud America

Francesco Paolo Salviani mercoledì 16 gennaio 2013
el ahustiHa il corpo di cane, tre mani che afferrano, prendono e stritolano tutto. Una di queste si trova alla fine di una lunga coda. Ha orecchie a punta, pelo nero e scivoloso. Le mani assomigliano a quelle delle scimmie e dei procioni. E' l'Ahuizotl, un demone della mitologia azteca, una delle più grandi civiltà precolombiane scomparse dopo la conquista dei guerrieri conquistadores spagnoli. E' classificato come criptide, un animale di cui non si hanno prove scientifiche della sua esistenza ma solamente avvistamenti e leggende.

Adora la carne umana, soprattutto gli occhi, i denti e le unghie. Vive lungo i fiumi e nelle caverne sott'acqua. Per catturare le prede piange esattamente come un bambino. Le vittime, incuriosite e preoccupate, si avvicinano e cadono nella sua trappola. Una volta imprigionate le uccide e toglie loro occhi denti e unghie. I loro cadaveri sono sacri e possono essere toccati solo dai sacerdoti. La leggenda infatti dice che chi viene ucciso da questi mostri raggiunge direttamente il paradiso.

Nella cultura popolare come ogni animale misterioso che si rispetti è presente in numerosi film, videogiochi e leggende. E' nel gioco di ruolo  Dungeons & Dragons nell'edizione dell'aprile del 2003, nel videogioco per Xbox 360 Culdcept Saga e anche tra i Pokemon, col nome di Ampibom.

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