Tempo Libero

Categoria: La Musica
Pubblicato Lunedì, 30 Settembre 2013

Federico, cantando, diventa invincibile

E' disabile e affronta così gli ostacoli della vita

Francesco Paolo Salviani lunedì 30 settembre 2013

1009672 10200802274877462 739187884 oFederico ha compiuto diciott'anni quest'anno. La sua storia parla di un amore immenso per la musica che lo ha aiutato a superare tutti gli ostacoli che la vita gli ha posto davanti, trasformandola in un capolavoro. Ha vinto la sua disabilità con la sua grande passione verso il canto diventando invincibile. Ha parlato di sé in una breve intervista.

Chi sei, Federico? Descriviti...
Sono Federico, ho da poco diciotto anni. Frequento da cinque anni una scuola di canto perché amo la musica. In tre aggettivi sono simpatico, allegro e tenace.

Oltre al canto, che altre passioni hai?
Adoro il mare, per me è spensieratezza, divertimento. Poi abitandoci vicino non ci metto nulla ad andarci per rilassarmi.

Perché hai fatto la scelta di cantare?
Perché mi piace emozionare le persone, mi piace la mia voce e lo adoro fare. Sin da piccolo ho fatto questa scelta perché mi fa sentire leggero e vivo. Consiglio a tutti coloro che hanno la mia passione di buttarsi e superare tutte le paure che ti frenano. Il canto ti aiuta! Ti aiuta a stare bene, ti aiuta a superare tutto ed a sentirti invincibile!

Cos'è per te la musica?
È tutta la mia vita! Mi fa emozionare, mi da la grinta! Grazie alla musica ho la forza per superare tutto! Mi carica, mi da la forza. Mi sento bene, il re del mondo. Non ho più paura di nulla! È allegria, felicità, forza, tenacia, coraggio. Io e la musica siamo uguali. Vivo per lei, come la celebre canzone di Andrea Bocelli. È la mia più grande passione. Ho un debito enorme con lei, la devo ringraziare tantissimo.

Quanto ti ha dato e quanto ti ha aiutato la musica nella tua vita?
Mi aiuta a superare tutte le giornate e tutte le difficoltà. Quando la ascolto parto a mille. È la mia marcia in più! Prima avevo tanta paura solo a parlare davanti ad un gruppo di persone. Da quando sono andato a scuola di canto ho superato tante difficoltà tra cui anche la timidezza e mi ha aiutato a farmi nuovi amici.

I tuoi cantanti preferiti?
Biagio Antonacci per la voce, Laura Pausini, Jovanotti per come si veste e Zucchero per il suo stile.

Il tuo prototipo di cantante ideale?
La cosa più importante è ovviamente la voce, poi lo stile nel vestirsi e nelle canzoni. Mi è poi piaciuto tantissimo il concerto di Jovanotti. Oltre alle sue bellissime canzoni mi è piaciuto come lo ha animato, non fermandosi un attimo. Si è cambiato tantissime volte e soprattutto i giochi di luci sul palco.

Il tuo mondo ideale ed il tuo sogno?
Il mio mondo ideale è cantare dalla mattina alla sera. Il mio sogno invece è fare un concerto sopra un palco magari proprio qui a Pescara allo stadio Adriatico davanti a una grande folla.

Chi ringrazieresti oggi ed un giorno magari a fine concerto sul palco?
Lilly la mia insegnante, la mia famiglia ed i miei amici. Devo a loro tutto, mi aiutano giorno dopo giorno a superare tutte le difficoltà.

Cosa significa per te vivere?
Vuol dire cantare, affrontare gli ostacoli che la vita ci pone davanti e stare con gli amici. Stare in compagnia mi fa sentire bene, felice. La mia vita ruota intorno alla mia famiglia, alla musica ed agli amici.

Cosa diresti a chi ha delle difficoltà ed è meno fortunato per rincorrere i suoi sogni?
Deve affrontare la vita, gli ostacoli che ti pone e superarli. Niente è impossibile se ci credi veramente nel profondo del tuo cuore. Io credo nella musica e di diventare un grande cantante. Bisogna essere i primi a farlo, è la marcia in più che ti puoi dare semplicemente da solo.

Share on Facebook
Categoria: Cucina
Pubblicato Venerdì, 20 Settembre 2013

Pochi ingredienti per un'unica bontà: il panigaccio

Scritto da Debora Belmonte

Ha origini antiche ed è molto diffuso in Lunigiana

Debora Belmonte venerdì 20 settembre 2013
PanigacciPodenzana, nella Lunigiana (in provincia di Massa Carrara, al confine con la Liguria), è il paese natale del Panigaccio: un tipo di pane rotondo, non lievitato, cotto in un caratteristico piatto di terracotta e mica, chiamato testo che viene arroventato a fuoco vivo in un falò o in un forno a legna.

Una pastella, fatta di ingredienti semplici come la farina, l'acqua e il sale si inserisce tra un testo e l'altro, fino a formare una pila. La consistenza finale è morbida o croccante a seconda del tempo di cottura che si sceglie di seguire. Ora conosciamo meglio questa antica ricetta.

Storia
Le origini di questo prodotto sono molto antiche e risalgono, con molta probabilità, all'epoca romana. Inoltre la sua nascita si deve alla diffusione di una polentina di farina di grano cotta a pietra lungo le zone adiacenti alla via Francigena. Si narra, infine, che nella seconda guerra mondiale, quando i tedeschi distrussero un ponte che collegava il comune di Podenzana con il resto della regione, gli abitanti del comune sopravvissero mangiando panigacci fatti con farina di ghiande e castagne. Il nome panigaccio lo si deve al contrasto con il pane lievitato che si produceva in epoca medioevale.

Valori nutrizionali
Il panigaccio ha un apporto calorico di circa 200 Kcal per porzione.

Ricetta
Ingredienti: 500 gr di farina di frumento, 1 lt d'acqua e sale. (munirsi di testi, i tradizionali piatti in terracotta che ora si possono trovare anche in ghisa, di circa 15 cm di diametro).

Preparazione: Preparare una pastella con acqua, farina e il sale; dovrà essere fluida ma non troppo. La cottura va fatta in piccoli testi di terracotta di 15 cm di diametro scaldati a fuoco vivo.
I testi vanno sovrapposti in pile fino a dieci panigacci che poi andranno reinseriti nel forno a legna per completare la cottura.
Servire i panigacci ancora caldi accompagnandoli con salumi e formaggi molli, oppure, dopo averli fatti bollire, condirli con sugo di funghi, pesto, ragù o con olio d'oliva e parmigiano.

Share on Facebook
Categoria: Il Cinema
Pubblicato Mercoledì, 18 Settembre 2013

After earth, dopo la fine del mondo

La famiglia Smith in un fantascientifico flop

Federico Pandolfi mercoledì 18 settembre 2013
afterearthL'umanità ha abbandonato la terra dopo averla sfruttata e distrutta e ha trovato rifugio su un altro pianeta abitato da una pericolosa razza aliena. Cypher è uno stimato ranger che difende la sua comunità dagli attacchi nemici, ma ha un rapporto conflittuale con il giovane  figlio Kitai, che vorrebbe seguire le orme del padre. Durante un viaggio spaziale, a causa di una tempesta di meteoriti, i due precipitano su un pianeta selvaggio e ricco di insidie: è la Terra, mille anni dopo l'abbandono dell'uomo.

Il re del botteghino Will Smith torna al genere a lui più congeniale (basti ricordare i successi "Indipendence Day, i tre "Men In Black", "I, Robot" e "Io sono Leggenda") ma stavolta manca clamorosamente il risultato atteso. Incassi molto al di sotto delle aspettative e recensioni unanimemente pessime, per un film che sulla carta si candidava ad essere un "blockbuster" estivo.

La pellicola, in effetti, non è esaltante (storia scontata e già vista, dialoghi spesso desolanti, una sceneggiatura deboluccia) e da una star del calibro di Smith è lecito attendersi molto di più, ma non tutto è da buttar via (il rapporto padre/figlio rende la vicenda più interessante, qualche scena d'azione è davvero ben fatta) e, grazie anche al pregio di una durata contenuta, si esce dal cinema moderatamente soddisfatti (a patto di avere delle aspettative non troppo alte, appunto).

Forse questo accanimento eccessivo è dovuto ad una certa antipatia nei confronti dell'intera operazione, avente lo scopo di lanciare definitivamente il figlio di Will Smith, Jaden Smith, vero protagonista del film. Il ragazzo deve ancora farsi le ossa e appare chiaro che, nonostante la spinta del padre, Jaden non sia ancora in grado di sorreggere un kolossal di questa portata.

Il vero sconfitto è comunque il regista, M. Night Shyamalan, che dopo una serie di enormi successi di pubblico e critica (su tutti i raffinati cult "Il Sesto Senso" e "Unbreakable"), da qualche anno non azzecca più un film.

After Earth - Dopo la fine del mondo. Titolo originale: After Earth. Usa, 2013. Regia: M. Night Shyamalan. Con: Jaden Smith, Will Smith, Sophie Okonedo, Zoë Kravitz, Isabelle Fuhrman, David Denman. Genere: fantascienza. Durata: 100'.

Share on Facebook
Categoria: Letture
Pubblicato Lunedì, 27 Maggio 2013

Fedor, a 6 anni è il filosofo della vita

"Angeli, zanzare e Castelli", libro di Riccardo Geminiani

Redazione Dubidoo lunedì 27 maggio 2013
La filosofia della vita può essere un gioco da ragazzi. Almeno, così lo è per Fedor, un bimbo russo di 6 anni, che dal 2009 vive in casa di Riccardo Geminiani. E così, Riccardo, scrittore di mestiere, ha preso le frasi di Fedor che gli hanno illuminato la vita e le ha raccolte nel libro "Angeli, zanzare e castelli: domande spiazzanti e pensieri fulminanti di un bambino sindaco" (Edizioni Il punto d'incontro). E così, con la sua spiazzante semplicità, Fedor a una bimba che si lamentava della propria bellezza, risponde: "Non importa se sei bella o brutta. L'importante è che ci sei". O a Riccardo, che non trovava le chiavi della macchina, dice: "Bisogna aprire gli occhi, perché se cerchi e hai gli occhi chiusi è impossibile trovare":

Dal pensiero positivo alla legge di attrazione, la saggezza di Fedor spazia senza limiti. Egli è un mago della vita, e la sua forza rispetto ai maghi adulti è che non sa di esserlo perché in lui la magia è uno stato naturale.

Gli aforismi di Fedor, spiazzanti e illuminanti, hanno una forza prodigiosa, arrivano "in" profondità e con più facilità, perché partono "dalla" profondità. Sono codici potenti, la loro semplice lettura può avere azioni/stimoli risveglianti in ognuno di noi.

http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__angeli-zanzare-e-castelli.php

Share on Facebook
Categoria: Il Cinema
Pubblicato Mercoledì, 22 Maggio 2013

Il proibizionismo del grande Gatsby

Dal romanzo di Scott Fitzgerald, torna in scena Di Caprio

Federico Pandolfi mercoledì 22 maggio 2013
New York, anni '20: il giovane Nick Carraway, squattrinato scrittore di belle speranze, si trasferisce a Long Island in cerca di avventure. Il suo vicino di casa è il misterioso miliardario Gatsby, idolatrato da tutta la città per le meravigliose feste che settimanalmente organizza nella sua sfarzosa villa. L'uomo è innamorato di Daisy, cugina di Nick, al quale chiede aiuto per combinare un incontro. Inebriato dal lusso sfrenato e dal fascino di Gatsby, Nick assisterà impotente ad una triste storia d'amore ed ipocrisia...
Il libro di Scott Fitgerald "Il Grande Gatsby" è passato alla storia come uno dei più potenti ritratti dell'alta borghesia in un'epoca contraddittoria incentrata su denaro, divertimento e alcol (siamo all'epoca del proibizionismo), poco prima che la crisi economica del 1929 e i venti di guerra europei riportassero tutti con i piedi per terra.
Siamo alla quinta trasposizione del romanzo (la più famosa è quella con Robert Redford e Mia Farrow degli anni settanta) e questa volta è Baz Lurhmann a fornire la sua personalissima visione del mondo di Gatsby. Il regista australiano ha girato solo cinque film in venti anni (tra cui i cult "Romeo + Giulietta" e "Moulin Rouge"), ma tutte le sue opere si sono caratterizzate per l'eccentricità della messa in scena e l'altissima cura dei dettagli. Il suo Gatsby non fa eccezione e la pellicola è un'inebriante spettacolo per gli occhi, fatto di costumi coloratissimi, scene di ballo, musica incalzante e anacronistica (guidata dall'hip hop di Jay-z, ma nella colonna sonora sono presenti anche Beyonce, Lana Del Rey, Emelie Sandè, Andrè 3000).
La regia virtuosistica (esaltata dal 3D) lascia spesso storditi (per non dire infastiditi), ma lo spettacolo (a dire il vero un po' freddino) viene "riscaldato" dall'intensa interpretazione di Leonardo Di Caprio, affiancato da un imbambolato Tobey Maguire.

Il Grande Gatsby. Titolo Originale: The Great Gatsby. Regia: Baz Lurhmann. Con: Leonardo Di Caprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan, Joel Edgerton, Isla Fisher, Jason Clarke, Elizabeth Debizcki, Amitabh Bachchan. Genere: drammatico. Durata: 142'.

Share on Facebook
Categoria: Mistero
Pubblicato Venerdì, 10 Maggio 2013

L'invasione delle lumache giganti

Scritto da Marco Berni

È allarme in Florida: mangiano anche l'intonaco dei palazzi

Marco Berni venerdì 10 maggio 2013
lumaca giganteGigantesche e voraci lumache hanno invaso lo stato americano della Florida. Si cibano anche degli intonaci delle case per assumerne il calcio e rafforzare il proprio guscio. Hanno una conchiglia talmente dura da forare anche le gomme delle auto se qualcuno tenta di schiacciarle.

Grandi come topi (raggiungono i 20 centimetri di lunghezza) questi molluschi terrestri (Achatina fulica il loro nome scientifico) sono di origine africana e sono portatori sani di vermi nematodi (dalla forma cilindrica) che possono causare una forma grave di meningite tropicale nell'uomo. Il contagio può avvenire semplicemente entrando in contatto con la loro bava magari lasciata su di un alimento poi ingerito.

Ogni lumaca produce più di mille uova all'anno che nell'arco di sei mesi danno origine ad altrettanti individui adulti. La vita media è di nove anni per cui ogni individuo può generare 10mila discendenti. Mangiano ogni tipo di verdura e frutta che incontrano sul loro cammino e talvolta si cibano sia di insetti che dei loro stessi simili. Le autorità della contea di Miami-Dade in soli due anni ne hanno raccolte oltre 200mila.

Share on Facebook
FacebookTwitterRSS Feed

Sostieni Dubidoo. Dona almeno 10€

Importo:   EUR

Dubicook su Faceb

DUBIDOO è una testata giornalistica ed un marchio regolarmente registrati - iscrizione al roc n°20112 - direttore responsabile: giampiero valenza
DUBIDOO è proprietà di magazzinidelcaos editori via di siena,14 castiglione della pescaia - loc. buriano [gr]
p.iva/cod.fisc. 011 99 86 05 35
- TUTTI I DIRITTI RISERVATI -