Categoria: La Cultura
Pubblicato Lunedì, 04 Marzo 2013

Alberto Sordi e Roma, un amore infinito

Scritto da Claudia Borgia

Una mostra celebra il rapporto fra Albertone e la sua città

Claudia Borgia lunedì 4 marzo 2013
b_300_300_16777215_00_http___www.comune.roma.it_PCR_resources_cms_images_Sordi_manifestodecennale_d0.jpgDieci anni fa moriva Alberto Sordi, uno dei più grandi attori italiani del Novecento, e la Capitale, in cui è nato e con cui ha avuto un rapporto viscerale, lo ricorda con una mostra dal titolo "Alberto Sordi e la sua Roma", allestita al Complesso del Vittoriano fino al 31 marzo 2013. Fotografie, filmati, lettere, sceneggiature, oggetti e documenti ricordano Albertone, come era affettuosamente chiamato, i suoi film e la sua vita privata: un vero e proprio romanzo ricco di successi, a cui Roma ha fatto da sfondo e accompagnamento.

Sordi amava profondamente la sua città, che considerava la più bella del mondo e sognava di liberare da uno dei suoi mali perenni: il traffico. Il giorno in cui compì 80 anni, il 15 giugno del 2000, Albertone ricevette un regalo speciale: la possibilità di essere primo cittadino per un giorno, e di portare in giro per la città, in mezzo alla folla, la fascia tricolore che gli era stata affidata dal "vero sindaco" dell'epoca Francesco Rutelli.

La mostra racconta anche le diverse fasi storiche del secolo scorso vissute dalla città: dal fascismo alla guerra, dalla ricostruzione al boom economico degli anni Sessanta, e poi l'euforia degli anni Ottanta, e infine gli anni Novanta e l'inizio del nuovo millennio. Le stesse fasi raccontate dai film di Alberto Sordi, che hanno toccato molti temi sociali, come l'emigrazione, la corruzione, il femminismo, l'evoluzione della coppia, il rapporto con la Chiesa, l'arroganza del potere, e infine la solitudine degli anziani, grazie a un attore unico che ha rappresentato non solo la romanità, ma i vizi e le virtù di tutti gli italiani, a partire dal disincanto e dall'arte di arrangiarsi.

Il giornalista Vincenzo Mollica lo definisce "il nostro Ulisse", "figlio" di Omero ma anche di Gioacchino Belli, un poeta che scriveva in dialetto romanesco.

La prima sezione della mostra è dedicata ai 56 film che Alberto Sordi ha girato a Roma, mentre la seconda racconta la sua vita e il suo rapporto personale con la città, fino alle immagini del funerale, il saluto finale a San Giovanni a cui hanno partecipato duecentocinquantamila persone.

Sordi ha scritto anche diversi articoli sul Messaggero, il quotidiano di Roma per eccellenza, fra il 1988 e il 2002. L'attore ha affrontato negli editoriali argomenti molto diversi, commentandoli con la tipica ironia e leggerezza romana: episodi di cronaca, aneddoti sulla sua carriera, nuove mode come quella del fast food, ma anche temi sociali più profondi come la solitudine delle persone anziane in una metropoli moderna. E anche qui, Roma ha avuto spesso un ruolo da protagonista, grazie all'affetto che oggi la città vuole ricambiare con un omaggio al suo celebre narratore.

Lo sai che...

Tra gli oggetti esposti in mostra, ci sono molte curiosità, come il pianoforte che Sordi suonava nei momenti di riposo, la poltrona da barbiere che aveva in bagno, la bicicletta con cui girava nel parco, la macchina da scrivere o la benedizione di Giovanni Paolo II. Oltre a oggetti e costumi di scena come il cappello, gli stivaletti e il caschetto di Un Americano a Roma oppure la paletta, il casco e gli stivaloni del famoso Vigile di Piazza Venezia.

ALBERTO SORDI E LA SUA ROMA

Roma, Complesso del Vittoriano
Sala Zanardelli
Piazza dell'Ara Coeli, 1

15 febbraio – 31 marzo 2013

Orario: dal lunedì al giovedì: 9.30 – 18.30; venerdì, sabato e domenica: 9.30 – 19.30
L'ingresso è consentito fino a 45 minuti prima dell'orario di chiusura
INGRESSO GRATUITO
Per informazioni:tel. 06/69202049

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