Le Notizie

Categoria: Primo Piano
Pubblicato Mercoledì, 19 Novembre 2014

Un ragazzo su tre vittima cyberbulli

Come si manifesta? Insulti, minacce e anche falsi profili Fb

Redazione Dubidoo mercoledì 19 novembre 2014
Un ragazzo su tre è vittima di cyberbullismo, cioè il bullismo su internet. E' quanto risulta da una indagine fatta dalla Società italiana di pediatria (Sip).

Il 31% dei ragazzi di 13 anni e il 35 per cento delle ragazze loro coetanee ne è stato vittima. E l'85 per cento di tutti i casi (dunque, la stragrande maggioranza) è stato tenuto nascosto agli adulti. 

Ma chi è più a rischio? Principalmente, lo sono i ragazzi registrati sui social network (quasi uno su due).

Come si manifesta il cyberbullismo?
Con insulti, persecuzioni e minacce, sms, invio di fotografie e filmati, profili falsi su Facebook.

I ragazzi però si difendono male: cercano di farlo da soli (il 60% dei ragazzi e il 49% delle ragazze). Invece, è importante chiedere la collaborazione dei grandi: i genitori, gli insegnanti ed eventualmente la polizia postale.

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Categoria: La Notiziona
Pubblicato Martedì, 18 Novembre 2014

Una cartolina 3d per i bimbi malati di tumore

Fiabacard raccoglie fondi per l'ospedale di Palermo

Redazione Dubidoo martedì 18 novembre 2014
La tecnologia impiegata per sostenere concretamente i bambini malati di tumore. E' questo lo scopo del progetto FiabaCard - Racconti in 3D che fanno bene ai bambini, che usa le tecniche multimediali più avanzate per supportare le cure dei piccoli malati oncologici (cioè, di tumore. Il termine deriva dal greco e significa 'studio della massa'. Il tumore, altro non è che una 'massa').

FiabaCard è stata ideata dalla società Zilù e sostenuta sin dall'inizio da Agorà delle Donne associazione senza fini di lucro che da vent'anni lavora nella promozione artistica, culturale, economica e sociale in sinergia con la Pubblica Amministrazione.

Questo progetto, cos'è?
E' una cartolina che con l'innovativa tecnologia della realtà aumentata, e con il supporto di un'app da scaricare sul proprio smartphone o tablet dall'Apple store o da Google Play, riesce a dare un innovativo gioco d'immaginazione in 3D che unisce la magia antica delle fiabe alla nuova frontiera dello storytelling tridimensionale. Il risultato è un'avventura multisensoriale frutto di sovrapposizioni in 3D, filmati, elementi audio e multimediali, con l'uso di markers (codici stampati, in questo caso sulle card) riconosciuti attraverso la webcam del proprio device.

Per la sua prima edizione, FiabaCard ha sposato la causa delle cure mediche rivolte ai bambini malati di tumore attraverso una raccolta fondi in favore del reparto di oncologia pediatrica dell'ospedale Civico di Palermo, lanciata da Agorà delle Donne.

In occasione del Natale 2014, FiabaCard diventerà una cartolina di auguri personalizzabile che conterrà la storia "Un insolito Natale", ideata da Mariagrazia Brandara. Il ricavato delle offerte finanzierà l'assistenza ospedaliera dei piccoli malati oncologici del Civico di Palermo.

Il progetto, che ha ricevuto il patrocinio dell'Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri) ed è sostenuto dalla casa editrice 500 gr, specializzata in didattica e libri per bambini, sarà presentato nella Sala Stampa della Camera dei Deputati mercoledì 3 dicembre.

L'app FiabaCard sarà scaricabile dal 3 dicembre 2014, a conclusione della presentazione presso la Camera dei Deputati.

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Categoria: L'Opinione
Pubblicato Martedì, 18 Novembre 2014

In ginocchio per colpa nostra

Danni da maltempo, ecco perchè

Redazione Dubidoo martedì 18 novembre 2014
Cambia il clima, ma non facciamo spallucce e diciamo che la colpa sia solo della natura. Non è così. Oltre al cambiamento climatico (che per buona parte è opera dell'uomo e della sua azione spesso scellerata di devastazione delle risorse naturali) ci sono mille altri fattori che vedono spesso immagini orribili in tv. Avete visto nei telegiornali intere città allagate, cimiteri devastati con le bare in preda ai fiumi in piena e persone rimaste intrappolate nelle auto.

Ma quali sono questi fattori?
Il suolo non è di proprietà dell'uomo ma è della Terra. E cementificarlo in maniera indiscriminata vuol dire soffocarlo. Il suolo è un po' come se fosse un essere vivente. E l'uomo spesso decide di ucciderlo, con una serie di azioni-killer. Eccole:

1. L'abusivismo. In pratica è quando si costruisce senza alcuna autorizzazione dello Stato, in luoghi dove invece non si può fare. Una azione sbagliata - tipica in Italia - è il condono. In pratica, chi ha fatto l'abuso paga e quella casa che era illegale diventa legale. I soldi, però, vanno alle pubbliche amministrazioni e non alla natura, che invece si sente vittima di questa azione.

2. Il disboscamento. La natura, e il mondo in genere, vanno spesso considerati come un essere vivente. La nascita di un bosco o di una foresta non avviene per caso. Ma ci sono condizioni specifiche che permettono di realizzare un particolare habitat. Pensate a quanto possano essere importanti gli alberi per evitare le frane, per esempio.

3. Il consumo del suolo. Interi fiumi "interrati" per fare spazio alle case. In pratica, si chiudono in un tubone di cemento che permette loro di scorrere. Ma se la loro portata d'acqua cresce, dove possono sfogarsi? Non ci sono così più i terreni dove i fiumi possono esondare e, quindi, gettare la portata d'acqua in più.

4. Il degrado. Non curare un ambiente che per la sua massima parte è antropizzato vuol dire non fare quelle opere di manutenzione necessarie per evitare allagamenti e frane. Non siamo in un luogo mai visto dall'essere umano ma in zone dove ormai c'è una impronta forte degli uomini. Ecco perché bisogna esserne custodi.

5. La formazione. E' quasi sempre mancata. E, dunque, è sempre venuta a mancare quella formazione necessaria per fare in modo che ci siano comunità consapevoli e rispettose della natura e dei loro habitat. Anche noi ne facciamo parte ma dobbiamo essere coscienti che possiamo fare tanto.


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Categoria: La Cronaca
Pubblicato Martedì, 18 Novembre 2014

L'Italia frana e si allaga

Oltre 6mila sono i Comuni a rischio

Redazione Dubidoo martedì 18 novembre 2014
In quattro anni in Italia sono raddoppiate le aree colpite dalle frane. E' quanto risulta da uno studio fatto da Legambiente e dalla protezione civile. L'82% dei Comuni italiani (6.600) hanno aree ad alto rischio idrogeologico (quindi, di frane, smottamenti e allagamenti). In totale è circa il 10% della superficie dello stivale e coinvolge quasi sei milioni di persone

Quali sono le Regioni dove la situazione è peggiore?

Prima tra tutte Calabria, Molise, Basilicata, Umbria, Valle d'Aosta e provincia di Trento: hanno il 100% dei Comuni esposti a rischio.

Poi tra il 99% e il 90% dei Comuni ci sono le Regioni Marche, Liguria, Lazio, Toscana, Abruzzo, Emilia-Romagna, Campania e Friuli Venezia Giulia.

Il Piemonte è all'87 per cento, la Sardegna all'81%, la Sicilia al 71%, la Lombardia al 60%, la Provincia di Bolzano al 59% e il Veneto al 56%.

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Categoria: La Cronaca
Pubblicato Lunedì, 17 Novembre 2014

Un bacio? Festa grande per i batteri

Ricerca olandese: in bocca ne fa trasferire 80 milioni

Redazione Dubidoo lunedì 17 novembre 2014
Un bacio, in dieci secondi, trasferisce da una bocca all'altra 80 milioni di batteri. E' quanto risulta da uno studio della Organizzazione olandese per la ricerca scientifica applicata.

Come è stato possibile capirlo?

I ricercatori hanno studiato 21 coppie che si baciavano e, dopo aver analizzato per quanto tempo durava il bacio, hanno preso alcuni campioni da un bacio "standard" di dieci secondi. Prima di un secondo bacio chiedevano loro di bere un probiotico con microorganismi già definiti (il prodotto è tra quelli che si comprano al supermercato accanto agli yogurt). E così, hanno raggiunto il risultato.

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Categoria: La Cronaca
Pubblicato Giovedì, 05 Giugno 2014

Iran, persecuzioni all'università

Amnesty: Chi parla di pace viene espulso o arrestato

Redazione Dubidoo giovedì 5 giugno 2014
Negli ultimi 30 anni le autorità iraniane hanno portato avanti una spietata campagna repressiva contro gli studenti e i docenti universitari, regolarmente minacciati, arrestati o banditi dallo studio o dall'insegnamento a causa delle loro attività pacifiche, delle loro opinioni o della loro fede.

È quanto ha denunciato Amnesty International nel rapporto "Ridotti al silenzio, espulsi, arrestati: la repressione degli studenti e dei docenti universitari in Iran", che studia anche la diffusa discriminazione, in particolare contro le donne e le minoranze religiose, presente nel sistema universitario.

"Le università iraniane sono tradizionalmente considerate terreno fertile per il dissenso. Le autorità applicano una sistematica politica di 'tolleranza zero' nei confronti delle voci dissidenti espellendo, arrestando, torturando e condannando studenti e docenti solo a causa delle loro idee o del sostegno dato a oppositori politici", ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

"Le autorità iraniane usano il pugno di ferro nei confronti delle istituzioni universitarie, consentendo persino alle forze di sicurezza e ai servizi segreti di supervisionare le procedure disciplinari all'interno dei campus. Gli sforzi costanti per stringere la morsa nei confronti della libertà accademica, mettere al bando gli attivisti studenteschi ed emarginare le donne e le minoranze religiose hanno soffocato la vita delle istituzioni accademiche e lasciato ben poco spazio per libertà di pensiero o di espressione" - ha aggiunto Sahraoui.

Come fanno?
Il rapporto di Amnesty International illustra le tattiche repressive adottate dalle autorità iraniane, soprattutto all'indomani della prima elezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad, nel 2005.

Queste tattiche hanno incluso la "islamizzazione" dei programmi accademici con la conseguente eliminazione di influenze "occidentali" o laiche e le misure per diminuire il numero delle studentesse universitarie. I corsi di "studi femminili" sono stati modificati per escludere dai programmi i diritti delle donne nel diritto internazionale a favore di una maggiore enfasi sui "valori islamici".

Le autorità hanno anche introdotto la prassi degli asterischi, che vengono annotati sul libretto universitario per registrare i comportamenti che non si conformano alle opinioni sociopolitiche permesse. A seconda del numero di asterischi raggiunti, lo studente viene espulso temporaneamente o definitivamente dall'università.

Lo sai che...
Durante la presidenza di Ahmadinejad (il leader estremista), il notevole aumento delle immatricolazioni femminili all'università (nel 2002 erano più di quelle degli studenti maschi) si è bruscamente interrotto, attraverso il divieto d'iscriversi a corsi giudicati più adatti agli uomini (come ingegneria mineraria) e l'introduzione di un sistema di quote, che ha penalizzato l'accesso delle donne all'università.

Nonostante alcuni promettenti passi dell'amministrazione del presidente Hassan Rouhani per consentire il rientro degli studenti e dei docenti espulsi, la situazione rimane molto grave. Centinaia di studenti continuano a essere al bando, molti restano in carcere e alcuni altri sono stati arrestati sotto la nuova presidenza. Mentre il primo anno accademico sotto la presidenza di Rouhani si avvia alla chiusura, molte limitazioni restano in vigore e le autorità devono ancora prendere misure per garantire il rispetto della libertà accademica e porre fine ad alcuni dei provvedimenti più duri introdotti sotto la presidenza di Ahmadinejad.

La "islamizzazione" dell'istruzione universitaria, una più rigida applicazione delle norme sulla segregazione di genere e sull'abbigliamento femminile, così come il sistema delle quote introdotto sotto Ahmadinejad, hanno tuttora un effetto deterrente nei confronti delle donne che vogliono iscriversi all'università.

Inoltre, l'istruzione femminile continua a essere additata dalle autorità e dai leader religiosi come una causa che contribuisce all'incremento dei tassi di disoccupazione tra gli uomini, all'aumento dei divorzi e al calo delle nascite, quest'ultimo recentemente lamentato dalla Guida suprema che ha invocato una crescita della popolazione.

Ogni anno, decine di studenti di fede baha'i non vengono ammessi ai corsi anche dopo aver superato l'esame di ammissione o vengono successivamente espulsi. I baha'i sono visti con sospetto dalle autorità, che li perseguitano con arresti e condanne. Nonostante le sempre più numerose prove del contrario, le autorità iraniane continuano a sostenere pubblicamente che nessuno in Iran è espulso o imprigionato a causa della sua fede religiosa.

Sulla base del diritto internazionale, a nessuno dev'essere vietato di completare il percorso educativo sulla base del sesso, dell'orientamento sessuale, dell'identità di genere, dell'etnia, della nazionalità, della religione o di altri convincimenti.

Le proteste di massa che seguirono alle contestate elezioni presidenziali del 2009 furono stroncate da una violenta repressione e da raid nelle università e nei dormitori in cui centinaia di studenti vennero arrestati, picchiati e imprigionati. Molti vennero trattenuti per lunghi periodi di tempo senza processo e furono denunciati numerosi casi di tortura. Decine di studenti stanno ancora scontando la loro condanna.

Nel suo rapporto, Amnesty International elenca decine di casi di studenti e docenti universitari ancora in prigione dopo essere stati condannati per reati contro la sicurezza dello stato definiti in modo assai generico, come "diffusione di propaganda contro il sistema" od "offesa alla Guida suprema". Molti di loro sono prigionieri di coscienza, detenuti solo per aver esercitato in forma pacifica i loro diritti.

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