Categoria: Le Parole e le Cose
Pubblicato Martedì, 26 Febbraio 2013

Tutti i segreti del Porcellum

Perchè si chiama così il sistema elettorale italiano?

Redazione Dubidoo martedì 26 febbraio 2013
Il sistema elettorale italiano risale al 2005. Viene "simpaticamente" chiamato porcellum perché il ministro per le Riforme dell'epoca, Roberto Calderoli, lo aveva descritto come una "porcata".

Come si vota.

Ci sono due schede. Una per la Camera e una per il Senato. Gli italiani non scelgono le persone che diventeranno deputati o senatori ma sono i partiti a creare delle liste. In relazione ai voti che prendono, poi, in proporzione vengono occupati i posti.

Chi ha la maggioranza relativa dei voti, alla Camera, ha un premio di maggioranza. In sostanza, la coalizione che ha più voti ha un "premio" con un minimo di 340 seggi (i deputati sono 630, quindi un numero sufficiente per poter governare). A questo conto non si sommano i deputati eletti all'estero (dagli italiani che abitano fguori dalle Alpi) e il seggio della Regione Valle d'aosta.

Anche al Senato c'è un premio. Ma è su base regionale. In pratica per ogni Regione (tranne il Molise e le circoscrizioni estere) la coalizione che prende più voti ha un "premio".

Le coalizioni devono indicare un capo della coalizione che, comunque, non è il candidato a presidente del Consiglio che viene nominato dal presidente della Repubblica sulla base del sostegno dei parlamentari.

Cos'è lo sbarramento?

Un sacco di partiti vogliono partecipare alla competizione elettorale. Ma non tutti poi vanno alla Camera o al Senato. Questo perché c'è la soglia di sbarramento. E' una sorta di percentuale minima di voti: se non si superano, non si può far nulla. Alla Camera bisogna avere almeno il 4% dei voti nazionali e le coalizioni almeno il 10%. I partiti che sono in una coalizione possono avere un seggio se superano il 2% e anche il "miglior perdente", cioè chi, in coalizione, è il primo partito al di sotto della soglia.

Al Senato supera lo sbarramento chi ha almeno l'8% e la coalizione deve raggiungere il 20%. Le liste in coalizione riescono ad avere un seggio se ha il 3%. Queste soglie qui al Senato si contano su base regionale.

E' prevista anche una tutela per le minoranze linguistiche se hanno il 20% dei voti nella circoscrizione dove sono candidate.

Gli italiani residenti all'estero, invece, eleggono 12 seggi alla Camera e 6 al Senato.

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