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Giappone, in carcere per 8 centesimi
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- Scritto da Paola Maria Onorato
Raccoglie per gioco una moneta: condannato
Paola Maria Onorato lunedì 25 marzo 2013E' successo a Osaka, pochi giorni fa. Masafumi Tsuruhara, questo il nome del 66enne giapponese, non pensava certo di correre un rischio quando ha raccolto una moneta da 10 yen (i nostri 8 centesimi) passeggiando sul Monte Koya. L'oggetto si trovava ai piedi di una statuetta dedicata al Bodhisattva Jizo, protettore di viaggiatori, donne e bambini: a nulla sono valse le scuse dell'uomo, notato da alcuni passanti, denunciato e processato per il suo reato. La condanna, inizialmente di un anno e otto mesi di galera, è stata poi diminuita in appello ad un anno: a detta dei giudici l'intento criminale non poteva essere ignorato.
Incidenti spaziali tra satelliti
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- Scritto da Redazione Dubidoo
Rifiuto cinese colpisce struttura russa: ko
Redazione Dubidoo venerdì 22 marzo 2013Russia-Cina: incidenti spaziali. Il satellite Blits della Russia è stato colpito da un rottame cinese di un altro satellite (meteorologico), Feng Yun 1C che, nel gennaio del 2007, era stato a sua volta distrutto da un test anti-missile. Risultato? Ora anche il satellite russo non funziona più.
Un micro-incidente devastante.
Il satellite russo pesava 7 chili e mezzo, il detrito cinese, invece, 80 milligrammi.
Un micro-incidente devastante.
Il satellite russo pesava 7 chili e mezzo, il detrito cinese, invece, 80 milligrammi.
Non è la prima volta che accadono incidenti del genere nello spazio. Il primo fu nel 2009: un detrito russo colpì un satellite americano.
Quanti rifiuti ci sono nello spazio?
Sono tantissimi. Secondo la Nasa ci sono 500mila detriti che hanno una grandezza paragonabile a quella di una biglia e centinaia di milioni quelli grandi un millimetro.
Quanti rifiuti ci sono nello spazio?
Sono tantissimi. Secondo la Nasa ci sono 500mila detriti che hanno una grandezza paragonabile a quella di una biglia e centinaia di milioni quelli grandi un millimetro.
Su Marte le basi della vita aliena
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- Scritto da Redazione Dubidoo
Curiosity trova nel terreno gli elementi per sostenerla
Redazione Dubidoo mercoledì 20 marzo 2013Su Marte poteva esserci la vita e si sarebbero potuti sviluppare, senza tanti problemi, i microbi. Questo ha accertato il rover Curiosity della Nasa. In pratica, su Marte gli alieni ci sarebbero potuti essere davvero.
Come è stato possibile arrivare a questa scoperta?
Curiosity non ha fatto altro che bucare il suolo marziano e ha scoperto che ci sono zolfo, azoto, carbonio, fosforo, idrogeno: tutti elementi che possono, di base, costituire la vita. Secondo gli studiosi il pianeta sarebbe potuto essere abitabile.
Come è stato possibile arrivare a questa scoperta?
Curiosity non ha fatto altro che bucare il suolo marziano e ha scoperto che ci sono zolfo, azoto, carbonio, fosforo, idrogeno: tutti elementi che possono, di base, costituire la vita. Secondo gli studiosi il pianeta sarebbe potuto essere abitabile.
Quando è stata scritta l'Iliade?
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- Scritto da Redazione Dubidoo
Risale al 762 a.C., secondo una ricerca universitaria
Redazione Dubidoo mercoledì 20 marzo 2013A quando risale l'Iliade di Omero? Alcuni studiosi sono riusciti a dare una data al poema epico: il 762 avanti Cristo (quindi, è 'coetanea' con la Fondazione di Roma, del 753 a.C). Come è stato possibile? Sono riusciti a "viaggiare" indietro nel tempo grazie alle tecniche che i biologi usano per capire l'evoluzione delle specie viventi.
Esiste veramente Omero?
Secondo gli studiosi è improbabile. Il testo sarebbe il frutto della tradizione orale poi diventata scritta.
Chi è riuscito a fare questo studio?
Sono stati i biologi dell'Università di Reaging (Regno Unito), genetisti dell'Università del New Jersey (Usa) e linguisti dell'Università di Santa Fe (Usa). Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Subioessays
Come è stato possibile arrivare a tanto?
Il lavoro non è stato semplice. Si è presa in considerazione la lingua degli ittiti (un popolo che sarebbe esistito durante il periodo della guerra di Troia, narrata nell'Iliade), e sono stati studiati i cambiamenti della lingua dall'ittito, al greco di Omero e al greco moderno. All'attenzione degli studiosi ci sono stati 200 concetti che sarebbero presenti in ogni lingua e cultura.
Esiste veramente Omero?
Secondo gli studiosi è improbabile. Il testo sarebbe il frutto della tradizione orale poi diventata scritta.
Chi è riuscito a fare questo studio?
Sono stati i biologi dell'Università di Reaging (Regno Unito), genetisti dell'Università del New Jersey (Usa) e linguisti dell'Università di Santa Fe (Usa). Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Subioessays
Come è stato possibile arrivare a tanto?
Il lavoro non è stato semplice. Si è presa in considerazione la lingua degli ittiti (un popolo che sarebbe esistito durante il periodo della guerra di Troia, narrata nell'Iliade), e sono stati studiati i cambiamenti della lingua dall'ittito, al greco di Omero e al greco moderno. All'attenzione degli studiosi ci sono stati 200 concetti che sarebbero presenti in ogni lingua e cultura.
A caccia degli insetti preistorici
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- Scritto da Redazione Dubidoo
Alto Adige, ricerca per scoprire chi è rimasto nel tempo
Redazione Dubidoo martedì 19 marzo 2013Per la prima volta dei ricercatori hanno analizzato tracce fossili di insetti ritrovate in Alto Adige: è successo nelle ultime tre settimane nell'ambito di un progetto di ricerca chiamato "La crisi ecologica del Permiano-Triassico nelle Dolomiti: dinamiche di estinzione e di recupero negli ecosistemi terrestri" e coordinato dalla paleontologa Evelyn Kustatscher del Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige, e al quale partecipano anche i tre esperti tedeschi Torsten Wappler (Università di Bonn), Sebastian Voigt (Geomuseo "Geoskop" di Burg Lichtenberg in Palatinato) e Hendrick Klein (Neumarkt, Germania). Sostiene finanziariamente il progetto la Ripartizione Diritto allo studio, Università e Ricerca scientifica della Provincia Autonoma di Bolzano.
"Finora nelle Dolomiti non sono mai stati ritrovati insetti fossili," spiega Evelyn Kustatscher "in quanto assai fragili e delicati". Eppure anche gli insetti vissuti nei periodi Permiano e Triassico, tra 260 e 235 milioni di anni fa, hanno lasciato numerose tracce: depositando uova su foglie o fusti, formando delle galle, o cibandosi di piante in determinati modi.
"La ricerca su reperti vegetali di quei periodi provenienti dalle Dolomiti, su cui sono rintracciabili tracce di pasti di insetti, è in grado di apportare informazioni dettagliate sullo sviluppo della varietà delle specie," è Torsten Wappler, uno specialista in questo campo, a parlare. Tale sviluppo sarebbe infatti in stretta relazione con le condizioni climatiche della Terra all'epoca.
Il progetto di ricerca coordinato dal Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige si occupa tuttavia anche di piste composte da impronte fossili di dinosauri e rettili. A questo proposito, obiettivo degli scienziati coinvolti è di capire quali rettili siano riusciti a sopravvivere all'enorme estinzione di massa accaduta 250 milioni di anni fa, al limite Permiano-Triassico, tanto più che essa è documentata nelle Dolomiti.
Come spiega ancora Evelyn Kustatscher: "I ritrovamenti di ossa effettuati fino ad oggi nelle Alpi sono troppo pochi, ma possiamo comunque basarci sulle numerose piste di impronte fossili. Tra esse vi sono, ad esempio, quelle della Gola del Bletterbach, quelle del Piz da Peres e quelle del Passo Palade".
A questo proposito, il progetto si prefigge anche di inquadrare in un contesto internazionale in particolar modo le tracce di rettili della Gola del Bletterbach. "Le impronte dei rettili delle Dolomiti potrebbero portarci a ricostruire gli avvenimenti relativi a una delle maggiori estinzioni nella storia della Terra," così l'esperto di tracce fossili Hendrik Klein.
Sebastian Voigt, altro scienziato specialista del settore, precisa: "Quanto alle piste di rettili, le Dolomiti sono la chiave per comprendere lo sviluppo dei vertebrati terrestri nel passaggio dal Paleozoico al Mesozoico della Terra. In nessun altro luogo al mondo vi sono piste così numerose e così ben conservate dell'epoca immediatamente precedente la scomparsa dei dinosauri".
"Finora nelle Dolomiti non sono mai stati ritrovati insetti fossili," spiega Evelyn Kustatscher "in quanto assai fragili e delicati". Eppure anche gli insetti vissuti nei periodi Permiano e Triassico, tra 260 e 235 milioni di anni fa, hanno lasciato numerose tracce: depositando uova su foglie o fusti, formando delle galle, o cibandosi di piante in determinati modi.
"La ricerca su reperti vegetali di quei periodi provenienti dalle Dolomiti, su cui sono rintracciabili tracce di pasti di insetti, è in grado di apportare informazioni dettagliate sullo sviluppo della varietà delle specie," è Torsten Wappler, uno specialista in questo campo, a parlare. Tale sviluppo sarebbe infatti in stretta relazione con le condizioni climatiche della Terra all'epoca.
Il progetto di ricerca coordinato dal Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige si occupa tuttavia anche di piste composte da impronte fossili di dinosauri e rettili. A questo proposito, obiettivo degli scienziati coinvolti è di capire quali rettili siano riusciti a sopravvivere all'enorme estinzione di massa accaduta 250 milioni di anni fa, al limite Permiano-Triassico, tanto più che essa è documentata nelle Dolomiti.
Come spiega ancora Evelyn Kustatscher: "I ritrovamenti di ossa effettuati fino ad oggi nelle Alpi sono troppo pochi, ma possiamo comunque basarci sulle numerose piste di impronte fossili. Tra esse vi sono, ad esempio, quelle della Gola del Bletterbach, quelle del Piz da Peres e quelle del Passo Palade".
A questo proposito, il progetto si prefigge anche di inquadrare in un contesto internazionale in particolar modo le tracce di rettili della Gola del Bletterbach. "Le impronte dei rettili delle Dolomiti potrebbero portarci a ricostruire gli avvenimenti relativi a una delle maggiori estinzioni nella storia della Terra," così l'esperto di tracce fossili Hendrik Klein.
Sebastian Voigt, altro scienziato specialista del settore, precisa: "Quanto alle piste di rettili, le Dolomiti sono la chiave per comprendere lo sviluppo dei vertebrati terrestri nel passaggio dal Paleozoico al Mesozoico della Terra. In nessun altro luogo al mondo vi sono piste così numerose e così ben conservate dell'epoca immediatamente precedente la scomparsa dei dinosauri".
Come combattere il bullismo
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- Scritto da Maria Marcoppido
Rogne a scuola? Non state zitti, denunciate
Maria Marcoppido lunedì 18 marzo 2013Il bullismo va riconosciuto e combattuto. Sbagliato dire che è solo una fase della crescita che più o meno tutti attraversiamo, non è così. Si tratta infatti di un disturbo sociale in crescente aumento che coinvolge una vittima e il suo carnefice, autore di soprusi e prepotenze. Le vittime appartengono alle fasce d'età dei 7-8 anni e dei 14-18 anni. Il tutto avviene maggiormente a scuola o in luoghi di ricreazione (oratori, parchi, palestre). Preoccupante è anche il Cyberbullismo, in espansione negli ultimi anni nel mondo virtuale di internet.
A compiere queste azioni intimidatorie sono coetanei o ragazzi più grandi e più forti, che sfruttano la derisione e l'isolamento per colpire la vittima, spesso più debole. Nei casi più gravi agli insulti e le minacce, alla diffamazione, alla costante pressione psicologica, si aggiungono le violenze fisiche.
Il bullo, che è sia maschio che femmina, arreca danno intenzionalmente alla vittima, e la sua azione malvagia persiste nel tempo. Da dove deriva il termine bullismo? Dall'inglese "bullying" ; viene utilizzato per designare tutti quei comportamenti con cui bambini o ragazzi compiono atti di dominio e di prevaricazione nei confronti di coetanei o dei più piccoli.
Quali conseguenze ha?
Nel bambino/ragazzo molestato da un bullo si manifestano disturbi psicosomatici e sociali: paura, depressione, ansia, malessere fisico (mal di testa o mal di pancia), disturbi del sonno, scarsa autostima, calo del rendimento scolastico.
Questi sono i segnali e i sintomi che quando si presentano a voi o qualche vostro compagno di classe, devono essere segnalati a insegnanti e genitori.
Sembrerà strano ma anche il bulletto va aiutato. Va aiutato denunciandolo. Le sue caratteristiche sono: aggressività generalizzata sia verso gli adulti che verso i coetanei, impulsività e scarsa empatia verso gli altri, e un atteggiamento positivo verso la violenza, ritenuta uno strumento positivo per raggiungere i propri obiettivi. Li fa sentite potenti.
La prepotenza del bullo spesso non sempre è dovuta ad insicurezza e scarsa autostima. Al contrario si tratta di bambini/ragazzi sicuri di sé, con elevate abilità sociali, capaci di istigare gli altri. Spesso non agisce da solo ma è sostenuto da un gruppo di compagni, spettatori o complici, che hanno un ruolo di rinforzo nel suo comportamento aggressivo.
La denuncia è l'arma più efficace per combatterli, quindi se siete vittime o testimoni di episodi di bullismo non abbiate paura, parlatene con qualcuno che vi possa aiutare.
Il silenzio spesso è dalla parte di questi bulli, invece parlatene! Anche il telefono azzurro è sempre pronto ad aiurtavi! Potete chiamare, non dire il vostro nome ma farvi dare dei consigli su come affrontare e risolvere una situazione dolorosa e angosciante.
Lo sapete che molte vittime sono arrivate al suicidio, perchè non riuscivano più a sostenere il carico si stress e dolore. Volete ancora stare zitti?
A compiere queste azioni intimidatorie sono coetanei o ragazzi più grandi e più forti, che sfruttano la derisione e l'isolamento per colpire la vittima, spesso più debole. Nei casi più gravi agli insulti e le minacce, alla diffamazione, alla costante pressione psicologica, si aggiungono le violenze fisiche.
Il bullo, che è sia maschio che femmina, arreca danno intenzionalmente alla vittima, e la sua azione malvagia persiste nel tempo. Da dove deriva il termine bullismo? Dall'inglese "bullying" ; viene utilizzato per designare tutti quei comportamenti con cui bambini o ragazzi compiono atti di dominio e di prevaricazione nei confronti di coetanei o dei più piccoli.
Quali conseguenze ha?
Nel bambino/ragazzo molestato da un bullo si manifestano disturbi psicosomatici e sociali: paura, depressione, ansia, malessere fisico (mal di testa o mal di pancia), disturbi del sonno, scarsa autostima, calo del rendimento scolastico.
Questi sono i segnali e i sintomi che quando si presentano a voi o qualche vostro compagno di classe, devono essere segnalati a insegnanti e genitori.
Sembrerà strano ma anche il bulletto va aiutato. Va aiutato denunciandolo. Le sue caratteristiche sono: aggressività generalizzata sia verso gli adulti che verso i coetanei, impulsività e scarsa empatia verso gli altri, e un atteggiamento positivo verso la violenza, ritenuta uno strumento positivo per raggiungere i propri obiettivi. Li fa sentite potenti.
La prepotenza del bullo spesso non sempre è dovuta ad insicurezza e scarsa autostima. Al contrario si tratta di bambini/ragazzi sicuri di sé, con elevate abilità sociali, capaci di istigare gli altri. Spesso non agisce da solo ma è sostenuto da un gruppo di compagni, spettatori o complici, che hanno un ruolo di rinforzo nel suo comportamento aggressivo.
La denuncia è l'arma più efficace per combatterli, quindi se siete vittime o testimoni di episodi di bullismo non abbiate paura, parlatene con qualcuno che vi possa aiutare.
Il silenzio spesso è dalla parte di questi bulli, invece parlatene! Anche il telefono azzurro è sempre pronto ad aiurtavi! Potete chiamare, non dire il vostro nome ma farvi dare dei consigli su come affrontare e risolvere una situazione dolorosa e angosciante.
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