Imparare

Categoria: Ambiente
Pubblicato Martedì, 23 Aprile 2013

Anche le tigri rischiano l'estinzione

Molte specie in pericolo anche per colpa dell'uomo

Antonella Balzano martedì 23 aprile 2013

Da ormai moltissimi anni l'estinzione delle specie animali è un fenomeno di interesse collettivo. Vittime di questo fenomeno sono migliaia di specie non solo minori e rare ma molto spesso anche animali noti, protagonisti degli zoo, come le tigri che negli ultimi tempi hanno visto diminuzioni molto maggiori persino del panda gigante che, iniziando a riprodursi grazie all'azione e all'attenzione di molti, ha lasciato il vertice della classifica degli animali più a rischio.

Diminuiti o in diminuzione negli ultimi cinque anni sono anche gli orsi polari, il cui habitat marino estivo ghiacciato sta subendo drastiche riduzioni che potrebbero portarlo alla totale scomparsa nel corso dei prossimi dieci anni, il tricheco del Pacifico e i lupi rossi ridotti ormai a meno di cento esemplari in tutto il mondo per la caccia fatta dall'uomo.
Le cause delle estinzioni sono molteplici in parte naturali, legate all'ambiente e ai mutamenti di questo come i cambiamenti climatici o il prevalere di una specie sull'altra, in parte legati all'azione dell'uomo.

Lo spargimento di prodotti chimici e le fuoriuscite di petrolio avvelenano le acque e danneggiano la vita degli esseri che vi abitano mentre pesticidi e fertilizzanti possono nuocere agli animali terrestri attraverso la contaminazione di ciò di cui si nutrono. La deforestazione compiuta dall'uomo per ottenere legno pregiato, disporre nuove terre e costruire nuovi centri urbani, come ogni intervento invasivo dell'uomo sugli ambienti naturali, causa una riduzione degli habitat privando alcune specie del luogo adatto alla loro vita.


Share on Facebook
Categoria: DubiDubbi
Pubblicato Lunedì, 22 Aprile 2013

Si alluna o si atterra?

Ogni pianeta ha lo stesso modo di mettere i piedi...

Redazione Dubidoo lunedì 22 aprile 2013
Allunare significa arrivare sulla Luna. Meglio, sul terreno della Luna. Ma è corretto dire atterrare se si dovesse mettere piede sulla Luna? Sì. Ciò perché con il termine atterrare non si fa riferimento al pianeta Terra ma al terreno. Usare allunare - andato di moda soprattutto dopo lo sbarco sulla Luna da parte degli americani - è entrato nell'uso della lingua italiana ma può portare a una strana fabbrica di parole. Quale? Quella dei neologismi "dell'atterraggio". Così, se si dovesse arrivare su marte si potrebbe usare ammartaggio, su Giove aggiovaggio, su Nettuno annettunaggio. 

Share on Facebook
Categoria: Curiosità
Pubblicato Lunedì, 22 Aprile 2013

Buon compleanno Roma

Scritto da Rosanna Pasta

Il 21 aprile del 753 a.C. veniva fondata la capitale

Rosanna Pasta lunedì 22 aprile 2013
Il 21 aprile si festeggia il "Dies Natalis" (giorno della nascita) di Roma. Secondo la tradizione sarebbe stata fondata da Romolo e Remo sul colle Palatino nel 753 a.C., quest'anni si festeggiano infatti 2766 anni "ab Urbe Condita" (dalla fondazione della Città).

Le reali origini di Roma non si conoscono e le ipotesi sono diverse: dal sinecismo – progressiva unificazione di popoli precedentemente indipendenti allo scopo di difendersi dagli stranieri – alle più accreditate e nobili origini leggendarie redatte dai romani della prima età imperiale.

I gemelli Romolo e Remo sarebbero originari di Albalonga, la città fondata da Ascanio, figlio dell'eroe troiano Enea e di Lavinia, figlia del re dei Latini. In questo modo si giustifica la successiva supremazia della Roma imperiale (Caput Mundi) sul mondo greco.

Al momento della fondazione, tra Romolo e Remo scoppiò una lite. Il primo voleva chiamare la nuova città "Roma" e costruirla sul monte Palatino, il secondo voleva edificare "Remora" sull'Aventino. In quanto gemelli non si poteva far valere la primogenitura, così ci si affidò al volere degli dei attraverso gli aruspici - coloro che esaminavano le viscere di animali sacrificati per interpretare la volontà divina - . Le interpretazioni diverse portarono ad una rissa in cui Remo venne colpito e cadde a terra. Secondo la versione più nota, Remo avrebbe osato scavalcare il pomerium (solco sacro) segnato da Romolo che, pieno d'ira, avrebbe ammazzato il fratello imponendosi come primo re di Roma.
Come ogni compleanno che si rispetti, anche Roma festeggia adeguatamente con un programma ricco di eventi tra il 20 e il 21 aprile.

Share on Facebook
Categoria: Curiosità
Pubblicato Venerdì, 19 Aprile 2013

La storia della Gondola

Scritto da Anna Fornaciari

Origini e curiosità dell'imbarcazione veneziana più famosa

Anna Fornaciari venerdì 19 aprile 2013
La gondola è la tipica imbarcazione che viene utilizzata nella laguna di Venezia, per lle sue caratteristiche di velocità e manovrabilità.

La storia della gondola

La forma della gondola è cambiata con il passare del tempo.
Inizialmente più corta e meno slanciata, fu solo a partire dal 1600 e 1700 che la forma della gondola ha iniziato ad assomigliare a quelle che siamo abituati a vedere oggi. Attualmente le gondole sono imbarcazioni aperte, ma fino al Novecento erano dotate di una cabina smontabile.
Il tradizionale colore nero è dovuto all'origine all'uso della pece per rendere impermeabile lo scafo.
Le nobili famiglie veneziane erano abituate a possedere una gondola privata,  di cui si servivano principalmente per motivi di lavoro, ma anche per godersi i "freschi", i cosiddetti incontri mondani della nobiltà veneziana.

La struttura della gondola

Per costruire una gondola di solito serve un anno di tempo e vengono utilizzate otto diverse essenze di legname per comporre i 280 pezzi di cui è composta.
La lunghezza è di 11 metri e ha una forma asimmetrica, con il lato sinistro più largo del destro;può essere condotta da uno a quattro rematori che vogano alla veneta, cioè in piedi e rivolti verso la prua, e con un solo remo.

La gondola oggi

Oggi la gondola viene utilizzata soprattutto per fini turistici, ma talvolta anche per cerimonie come funerali e matrimoni. Non bisogna inoltre dimenticare il suo uso per competizioni sportive, in regate dedicate alle imbarcazioni della tradizione veneziana, come la famosa Regata Storica.



Share on Facebook
Categoria: Curiosità
Pubblicato Venerdì, 19 Aprile 2013

Se il nome di Bond fosse stato Secretan

Scritto da Rosanna Pasta

Così Fleming avrebbe voluto chiamare 007

Rosanna Pasta sabato 20 aprile 2013
"Il mio nome è Secretan. James Secretan". Che effetto vi avrebbe fatto se fosse stato così? Il nome di Bond, l'agente segreto più famoso al mondo, in realtà doveva essere Secretan. A rivelarlo al giornale inglese Sunday Times è Kate Grimond, la nipote di Ian Fleming, il creatore di James Bond.

In una bozza del primo romanzo di Bond, "Casino Royale", risalente al 1952, un collega della Cia si presenta a 007 dicendo: "My name's Felix Leiter. Glad to meet you" (Il mio nome è Felix Leiter. Piacere di conoscerla) e Bond risponde: "Mine's Secretan. James Secretan" (Il mio è Secretan. James Secretan).

Nell'originale il nome "Secretan" è cancellato con una penna ad inchiostro blu e al suo posto compare "Bond".

Perché Secretan? Il nome fu ispirato dal filosofo svizzero del XIX sec. Charles Secretàn, di cui probabilmente Fleming era appassionato. La Grimond aggiunge che lo zio avrebbe voluto dare due nomi all'agente 007, uno per i servizi segreti e gli amici e uno di copertura da usare in missione, ma si rese conto che ciò avrebbe creato confusione.

Chi era Bond? Il nome "Bond" venne infine scelto da Fleming in omaggio ad un ornitologo (uno studioso di uccelli) da lui stimato, e perché più immediato e facile da ricordare che chi avrebbe letto il romanzo.

L'originale, in possesso della famiglia Grimond, verrà presentato nei prossimi giorni in occasione dei 60 anni dalla nascita ufficiale di James Bond. E dire che Fleming, sicuro dello scarso successo che avrebbe avuto il romanzo, chiese alla casa editrice di abbassare il prezzo da 12 a 10 sterline per invogliare i lettori ad acquistarlo.

Share on Facebook
Categoria: Ambiente
Pubblicato Mercoledì, 17 Aprile 2013

Chi si prende cura dell'ambiente?

Compito non solo individuale ma collettivo

Antonella Balzano mercoledì 17 aprile 2013

Il patrimonio naturale e ambientale è un bene molto prezioso per l'uomo che interagisce con esso e, proprio a tutela di questo, sono nati nel corso degli anni numerosi gruppi che coordinano le attività dei songoli volontari. Greenpeace, in primis, è un'organizzazione ambientalistica indipendente e non governativa che in modo del tutto pacifista agisce in difesa del clima, degli animali, quali le balene e le foche, e dell'interruzione dei test nucleari, come ha fatto, ad esempio, nelle campagne del 1971 sull'isola di Amchitka e del 1972 a Moruroa. Si occupa inoltre del riscaldamento globale, dell'ingegneria genetica e degli altri settori ambientali.

Ciò che caratterizza l'azione di Greenpeace è la totale assenza di violenza, le campagne avvengono sia via terra sia via mare, grazie alla flotta di cui dispone, ma consistono soltanto in pacifiche manifestazioni di denuncia. La Greenpeace International comprende circa quarantuno paesi e ha sede centrale ad Amsterdam.

Come organizzazione a livello mondiale vi è anche il WWF che si occupa della conservazione della natura contrastando la devastazione dell'ambiente da parte dell'uomo per garantire un fututo di utopistica armonia tra i due. Si impegna dunque sia nella protezione delle biodiversita di specie animali e vegetali, sia nell'impiego di risorse naturali e rinnovabili, sia nella riduzione dell'inquinamento e degli sprechi. Comprende novanta stati membri e ha sede centrale a Gland, in Svizzera.

Sul territorio nazionale italiano invece l'associazione ambientalistica capillarmente più diffusa è Legambiente. Nata alla fine degli anni '80 questa prende avvio a seguito dei primi nuclei ecologisti e, come Greenpeace, dal movimento antinucleare. ogni progetto dell'associazione a difesa dell'ambiente è fondato su ricerche e dati scientifici e tenta di offrire percorsi alternativi, concreti e realizzabili nel rispetto dell'ambiente e del patrimonio naturale.


Share on Facebook
FacebookTwitterRSS Feed

Sostieni Dubidoo. Dona almeno 2€

Importo:   EUR

DUBIDOO è una testata giornalistica ed un marchio regolarmente registrati - iscrizione al roc n°20112 - direttore responsabile: giampiero valenza
DUBIDOO è proprietà di magazzinidelcaos editori via di siena,14 castiglione della pescaia - loc. buriano [gr]
p.iva/cod.fisc. 011 99 86 05 35
- TUTTI I DIRITTI RISERVATI -